Massa Carrara celebra il Giorno del ricordo
Nella Sala della Resistenza a Palazzo Ducale di Massa, il giorno 12 Febbraio nell’ambito delle Manifestazioni per il “Giorno del Ricordo”, l’Associazione Nazionale Mutilati ed Invalidi di Guerra e Fondazione della Sezione Provinciale di Massa Carrara ha incontrato gli studenti, e gli insegnanti alla presenza di numerose autorità.
Si è parlato delle “FOIBE E L’ESODO. STORIE E MEMORIE DEI PROFUGHI DELLA VENEZIA GILULIA, DELL’ISTRIA E DELLA DALMAZIA”, ed è stata un’occasione ulteriore per rinsaldare il rapporto tra le vecchie e le nuove generazioni e riportare alla luce la storia di questi luoghi significa restituire la verità alla storia e non dimenticare il dramma degli esuli istriani e fiumani.
Sono intervenuti il Presidente e il Segretario del Comitato Provinciale dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, e il relatore Prof. Guido Giacometti.
Il fine di questa iniziativa è quello di sensibilizzare gli studenti su un tema che ancora oggi suscita polemiche, risentimenti e memorie contrapposte.
Durante il confronto sono state proiettate immagini e documentari per far capire meglio quei fenomeni tragici.
Nel solco delle attività promosse negli anni scorsi dalla nostra Associazione, si è ritenuto opportuno, quest’anno, organizzare questo incontro per diffondere la conoscenza dei tragici eventi che costrinsero centinaia di migliaia di italiani, abitanti dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia a lasciare le loro case, spezzando secoli di storia e tradizioni. Si è trattato di italiani che per mantenere la cittadinanza hanno dovuto lasciare le loro case.
Sono trascorsi quasi 80 anni dalla firma del Trattato di pace tra l’Italia e le potenze alleate, avvenuta il 10 Febbraio del 1947, una firma e un trattato che segnarono la tragedia delle popolazioni dell’Istria del Quarnero e della Dalmazia.
Il giorno del ricordo deve essere un ammonimento, affinché non ci sia più la violazione della dignità umana.
L’occupazione jugoslava, che a Trieste durò 45 giorni, fu causa non solo del fenomeno delle foibe ma anche delle deportazioni nei campi di concentramento jugoslavi di popolazioni inermi.
In Istria, a Fiume e in Dalmazia, la repressione Jugoslava costrinse molte persone ad abbandonare le loro case. Non possiamo dimenticare e cancellare nulla; non le sofferenze inflitte alle minoranze negli anni del fascismo e della guerra, né quelle inflitte a migliaia e migliaia di italiani.
Ciascun paese ha il dovere di coltivare le proprie memorie, di non cancellare le tracce delle sofferenze subite dal proprio popolo.
Facciamo tesoro del passato per costruire un futuro dove la violenza, l’odio, siano un doloroso ricordo. Lo dobbiamo a noi stessi, ma soprattutto ai giovani verso i quali abbiamo il compito di trasmettere la conoscenza della storia, se pure a tratti disumana e terrificante, affinché mantengano la memoria facendosi loro stessi testimoni e crescano nel rispetto assoluto e incondizionato della dignità umana.
È importante che nelle scuole si ricordi l’umanità e la sofferenza di coloro i quali hanno vissuto quel male.
Bisogna saper dire basta alla guerra, basta all’odio. Questa nostra Europa unita è la prova che ciò può essere fatto, che i sogni, anche i più audaci, possano realizzarsi.
Il Presidente – Euro Gerini