PAROLE DI PACE

25 Novembre 2022, pubblicato da

Pubblichiamo, con aggiornamento periodico, le belle e numerose parole di Pace che vengono condivise in occasione delle nostre assemblee sezionali

Domodossola

“Prima la pandemia e poi il terrore della guerra. Già…una guerra in terra straniera…ma effettivamente non molto distante da noi…le crude immagini di case distrutte, di gente in fuga con soltanto una borsa…e poi i bambini… bambini infagottati con occhi sbarrati… Immagini che ci hanno riportato indietro ai racconti dei nostri genitori: il boato delle bombe, il sibilo delle sirene e …quei lunghi viaggi da sfollati per raggiungere luoghi più sicuri.

Abbiamo rivissuto quelle paure e abbiamo ricordato il loro monito: “Non più guerre!”. Loro dicevano: “Noi fummo precettati per combattere e vivere gli anni più belli i giorni più tristi. Ora a voi il compito di conservare la pace!”. È questo il testimone che i nostri Padri ci hanno trasmesso attraverso l’ANMIG.

La nostra Associazione sente il dovere di conservare la memoria e di essere vicina a coloro che si trovano in guerra…e noi come Associazione abbiamo contribuito all’accoglienza dei profughi sul nostro territorio.

Noi, figli, nipoti, pronipoti e vedove di Invalidi e Mutilati di Guerra insieme a simpatizzanti e sostenitori siamo i trasmettitori dei valori di libertà, condivisione e fratellanza…valori per i quali i nostri Cari sono morti o hanno portato per tutta la vita i segni della loro dedizione alla Patria. Siamo noi…e dobbiamo sentirci orgogliosi di comportarci in modo tale da scuotere le coscienze e apprezzare e far apprezzare il valore di vivere in un mondo di pace. (…) La nostra presenza oggi, qui, dimostra l’accettazione del nostro impegno nella costruzione di un mondo di pace…e come diceva Primo Levi “capire e comprendere è impossibile ma conoscere è necessario”.

Presidente Antonia Morabito


Lecco

“Siamo in un momento storico caratterizzato dalla guerra in Ucraina dove l’invasione della Russia e gli scontri ci fanno tornare alla memoria altre tragiche epoche storiche. La nostra Associazione ha titolo per lanciare un grande appello al “Cessate il fuoco, si faccia la Pace!” e alla ricerca di una pace giusta attraverso adeguate iniziative e trattative. Questo grido viene dalla storia e dalla sofferenza che l’ANMIG rappresenta.

Lo chiediamo con forza, abilitati in questo dal rappresentare la memoria di tanti uomini, soldati italiani e nostri parenti, che hanno versato il sangue per la Patria. Quello che non si valuta a sufficienza, a nostro parere, è il fatto che, una volta deposte le armi, sarà necessario iniziare la fase della ricostruzione. Ora mentre gli edifici, per quanto oggi ci appaiano come tristi scheletri in rovina, si possono ricostruire in tempi rapidi – pensiamo a quello che si è fatto in molti paesi europei, tra cui il nostro, alla fine delle distruzioni causate dalla seconda guerra mondiale – c’è qualcosa che resta per sempre, come testimonia la nostra associazione.

Le ferite, le malattie, i traumi generati dalla guerra non si cancellano facilmente, né si riparano rapidamente come gli edifici. Le croci nei cimiteri di guerra non sono immagini che si possono dimenticare tanto facilmente.

Noi, che siamo familiari di persone provate dalla guerra, mutilati ed invalidi, conosciamo bene le sofferenze delle persone colpite e dei loro familiari, che durano tutta una vita. Il fatto che, anche grazie all’assidua assistenza svolta negli anni dalla nostra associazione, molti traumi siano stati sanati, molte sofferenze accompagnate e condivise, non ci può mai far dimenticare che la guerra è una ferita al corpo sociale molto più grave della stessa pandemia che ci ha chiusi in casa per mesi. Si faccia la Pace! Questo il grido che viene dalla storia e dalla sofferenza che l’ANMIG rappresenta”.

Presidente Giovanni Mauri


Brescia

“Non posso esimermi dal fare una considerazione nel momento storico che l’Europa sta vivendo: un conflitto bellico sulle proprie terre, cosa che mai mi sarei aspettato di vedere. La nostra Associazione, che è sorta per le invalidità fisiche e psichiche riportate dai nostri soldati (bisnonni e nonni) durante la Prima Guerra Mondiale, rimpolpata nei numeri dai nostri padri e nonni nella Seconda Guerra Mondiale, non può rimanere indifferente al dolore che tanti uomini (militari e civili) tornino a portare nel proprio corpo le sofferenze che già la nostra storia associativa ha vissuto e vive. Sofferenze che si allargano alle famiglie delle vittime, come ben noi sappiamo.

È doloroso rivivere quelle immagini che ci giungono da così vicino, proprio noi che nello statuto associativo siamo invitati a divulgare e condividere gli ideali di Libertà, Fraternità e Pace, voluti dai nostri fondatori nel lontano 1917”.

Presidente Giampaolo Smillovich


Monza

“Da quasi tre mesi stiamo vivendo un conflitto bellico che potrebbe sfociare in una terza guerra mondiale. È doveroso rivolgere il nostro pensiero ed una preghiera non solo a chi è venuto a mancare al nostro fianco, ma anche a tutte le persone. Questo minuto di meditativo silenzio di ricordo e riflessione valga a rafforzare la nostra unità non solo nell’ambito dell’Associazione, ma in tutte le nostre innumerevoli relazioni esterne, amicizie, lavoro, tempo libero e quant’altro. Dopo due anni di emergenza Covid-19, questo sciagurato conflitto bellico ci sta provando psicologicamente in misura a dir poco devastante.

L’insegnamento dei nostri nonni e dei nostri padri mutilati dalle due guerre mondiali non è valso a nulla, perché l’uomo è una bestia feroce assetata di potere politico, economico e finanziario e non cambierà mai. L’uomo non può e non potrà mai accampare il diritto di sopprimere un proprio simile. Condanno, nella stessa misura i belligeranti e chi sostiene economicamente e con le armi questo conflitto. Per gli ipocriti che sgomentano per le atrocità della guerra, ma la ritengono necessaria per la libertà, mi permetto di affermare che la guerra non si può umanizzare, si può solo abolire.

L’ANMIG ha sempre condannato ogni tipo di violenza, in particolare quella perpetrata con le armi”.

Presidente Claudio Arrigoni


Varese

“Mentre abbiamo festeggiato i 75 anni di pace nonostante l’epidemia, facendone un riferimento da riproporre alle giovani generazioni nel ricordo del sacrificio dei nostri padri e delle precedenti generazioni, oggi è scoppiata una guerra inattesa praticamente in casa nostra. Tutta l’Europa e l’America ne sono in qualche modo coinvolte. Se non il mondo intero. L’anniversario dei 75 anni di una pace duratura è stato così umiliato in un solo momento. Questo fatto cambia in parte i nostri programmi. Direi però non cambia l’idea di pace per la quale l’ANMIG ha il dovere di continuare a vivere. L’impegno sarà più arduo, ma non potrà mai prescindere. Non mi piace fare retorica sulle parole, la fanno già a dismisura alcuni, anzi molti, con politici e giornalisti in primo piano. Da qualche anno abbiamo sposato la via della cultura come riferimento indispensabile per una società spiritualmente ricca. Oggi riteniamo la cultura l’arma migliore per contrapporsi alle ideologie e alle motivazioni di guerra. Costruire una pace di valori ed in questo ci crediamo ancora di più”.

Presidente Fiorenzo Croci


Foligno

“Questa è la nostra Anmig sempre impegnata sul fronte della memoria da tenere sempre viva e partecipata ai ragazzi, alle future generazioni, affinchè sia di monito per l’eliminazione di tutte le guerre, di difesa della pace e costruire un mondo migliore. (…) Tutto ciò (le iniziative promosse) al fine di educare i ragazzi al bello, alla cura della memoria, alla ricerca dei monumenti che ci circondano e spesso ignorano”.

Presidente Fiorella Agneletti


Montichiari (Brescia)

“La guerra in corso, scoppiata in modo inaspettato ed inconcepibile, ci tocca molto da vicino e ci fa riflettere sul fatto che non si possano considerare per acquisiti e scontati certi valori quali la libertà, l’unità, la solidarietà e la pace. Tale situazione ci impone di continuare con maggiore impegno nella nostra pur modesta attività nel ricordo dei sacrifici fisici e morali che i nostri soci storici e le loro famiglie hanno dovuto sopportare quali testimoni delle atrocità delle guerre. Valori che hanno ispirato il nascere della nostra Associazione che per il suo scopo sociale è sempre più attuale”.

Vicepresidente Pierangelo Saetti


Milano

“Solo al pensiero che nel mondo in questo momento ci possa essere un mutilato dovuto alla guerra mi intristisce moltissimo. Durante le nostre Assemblee bisogna gridare a gran voce “Mai più guerre!” e bisogna ritirare fuori i valori della pace in contrapposizione alla guerra”.

Presidente Massimo Fugazza (all’assemblea di Lecco in qualità di Presidente regionale)


Legnano

“L’ANMIG che oggi continua la propria attività in sostegno dei soci storici e con la consapevolezza di tramandare la “cultura” dei nostri padri, di promuovere la pace tra le nazioni e di testimoniare l’inutilità delle guerre, oggi è particolarmente scossa dalle tristi vicende europee, dall’invasione dell’Ucraina.

L’immane tragedia, a cui assistiamo da giorni, che colpisce il popolo ucraino ci indica come il “percorso della pace” deve essere seguito con forza ogni giorno. Risuona ancora più forte il grido dei nostri padri: mai più guerre, mai più orribili stragi di morti sul campo di battaglia, di nuovi mutilati, di civili che si trovano coinvolti in questa tragedia. E sembriamo impotenti di fronte a tale orrore.

È nostro obbligo perseguire la pace. Invitare chi ci governa e tutte le forze politiche a trovare, seppur con enorme fatica, la strada del dialogo. È questo l’auspicio che rivolgiamo a tutti, perché la pace ritorni – in tempi brevi – nei luoghi e nelle nazioni in guerra e nell’Europa intera.

Meditiamo ed impegniamoci per arrivare alla fine di questo conflitto e di tutti i conflitti della Terra”.

Presidente Giovanni Vignati


Legnano

“Vorrei fare qualche considerazione sulla guerra in corso perché l’ANMIG è una di quelle associazioni più direttamente coinvolta, almeno sul piano etico e storico.

Non sappiamo come andrà a finire la guerra. Ma di una cosa possiamo essere assolutamente certi: alla fine le vittime saranno a decine di migliaia. Morti, feriti, mutilati sia tra i soldati al fronte e soprattutto tra i civili coinvolti nelle aree degli scontri. Finora tra le ventimila e le trentamila.

Vittime civili perché una delle peggiori caratteristiche delle guerre del Novecento – e ora del nuovo secolo – è il sempre maggiore coinvolgimento dei civili: vittime dei bombardamenti, vittime dei rastrellamenti, negli scontri tra i soldati e nelle mille forme in cui si muore in guerra.

Quanti saranno i morti tra i civili alla fine della guerra? Nessuno può dirlo e così il numero di bambini, uomini e donne mutilati in qualche parte del corpo o con la mente sconvolta. Lo stesso discorso per i soldati.

La guerra in Ucraina non è l’unica guerra nel mondo. Anzi al contrario nel 2020 c’erano una quarantina di guerre in corso con un conto di circa 120.000 morti in un anno. Circa 330 al giorno. Conflitti in Asia (esempio tra Turchia e i Curdi e tra Israele e i palestinesi senza dimenticare l’Afghanistan), in Africa (Libia e Nigeria per esempio), America centro-meridionale (Messico, Colombia).

(…) Quale può essere il ruolo dell’ANMIG in questo tempo di nazionalismi? Sono convinto che l’ANMIG deve avere un ruolo in primo piano perché il tema della pace deve essere continuamente riproposto, soprattutto quando tuonano i cannoni e la diplomazia è impotente. È necessario che i giovani delle scuole sentano parole e messaggi di pace che oggi appaiono improvvisamente dimenticati. C’è un articolo 11 della Costituzione da difendere… e credo che un’associazione che porta sulla pelle i segni della guerra – come l’ANMIG – abbia un ruolo di primo piano da svolgere”.

Giancarlo Restelli


Pisa

“Abbiamo di fronte ancora tanta strada da percorrere, tanto lavoro da fare come associazione, ce lo dimostrano i tragici avvenimenti della Guerra in Ucraina, una delle trenta e più guerre in atto nel mondo, dove le organizzazioni diplomatiche non riescono a porre fine alla strage dei civili, alla distruzione dell’economia e della cultura di tanti paesi, che causa nuove povertà e nuove emigrazioni”.

“In queste ore assistiamo, dopo più di 70 anni di pace, allo scoppio di un grave conflitto in Europa le cui conseguenze sono difficili da prevedere. Come Associazione ribadiamo il nostro fermo No alla guerra, a tutte le guerre, in memoria dei nostri nonni e padri e familiari che ne hanno profondamente sofferto le conseguenze. Ci sentiamo vicini alla popolazione civile dell’Ucraina che sta subendo le conseguenze di un’altra guerra e ribadiamo la nostra condanna all’uso delle armi. Speriamo ancora che la forza delle parole e la diplomazia possano far tacere le bombe. Cari Presidenti, socie e soci, confidiamo nella Pace”.

Presidente Ellena Pioli


Trapani

“Auspico che la forza della diplomazia internazionale, con il contributo di tutti i benpensanti, possa al più presto determinare una trattativa di pace che ponga fine a questa triste esperienza”.

 Salvatore De Vita


Firenze

La Sezione di Firenze deve perseguire il suo alto scopo morale aderendo a tutte le iniziative pubbliche, che sono particolarmente significative, per promuovere la difesa dei diritti umani e la causa della pace in Europa e nel mondo.

Presidente Alessandro Sardelli


Modena

Ancora un anno complicato. Nel Notiziario che ha lanciato questa assemblea sono ampiamente sintetizzati i gravissimi problemi che si sono riversati sull’intera umanità negli ultimi due anni, richiamando le storiche piaghe, che da sempre l’hanno afflitta: peste, guerra, carestia e morte, i quattro cavalieri dell’Apocalisse giovannea. Ci eravamo illusi che il progresso tecnologico e la globalizzazione fossero antidoti necessari e sufficienti a tenere lontane queste tragedie. Ma ci sbagliavamo. Anzi, abbiamo dovuto accorgerci che, almeno in parte, queste nuove condizioni sono state concause dei mali, o quantomeno ne hanno favorito l’evoluzione in peggio. Abbiamo dovuto constatare sia la debolezza dei sistemi organizzativi e di scambio a livello planetario, sia l’emergere di nuove o antiche motivazioni ideologiche o rivendicative, alla base di scontri bellici, che assomigliano molto a quelli che credevamo ormai avvolti nell’epopea e nei tragici epiloghi del secolo scorso e di cui ANMIG ha la missione di testimonianza e vivo ricordo a monito per le nuove generazioni. Sullo sfondo di questa crisi epocale, giganteggia lo spettro del fungo nucleare, che, da solo, rappresenta una minaccia di livello assoluto, di gran lunga superiore alle più fosche previsioni evocate dalle guerre tradizionali. È compito ingrato e poco gratificante, essere come la vox clamans in un deserto, che evoca scenari apocalittici. Ma, forti della consapevolezza che ci hanno lasciato in eredità i nostri Padri, non demordiamo e continuiamo nel nostro lavoro di conservazione e diffusione della memoria, cercando modalità innovative di contatto con le giovani generazioni, sulle quali vogliamo e dobbiamo riporre la massima fiducia”.

Presidente Adriano Zavatti


San Giovanni Persiceto

“Mi sento di fare una riflessione proprio suggerita dalla situazione che ci siamo trovati a vivere, pensando ai nostri soci storici, alle loro testimonianze, alla filosofia esistenziale, alla risoluzione delle tante criticità che hanno saputo affrontare, sempre inserendosi nella realtà. Quindi a noi la continuità dei testimoni, con l’impegno di valorizzare la storia, creando nuovi punti di interesse in collegamento con gli studenti, la scuola e la conoscenza.

Sono passati oltre 70 anni dall’ultima guerra e i due terzi della popolazione hanno la fortuna di non averla vissuta personalmente.

Forti della nostra storia centenaria è importante che continuiamo ad essere protagonisti nella diffusione della cultura della pace e nel tenere viva la memoria.

La Memoria costruttiva sia sempre attiva, protagonista della conoscenza consapevole di ciò che rappresenta la guerra, la più grande tragedia umana. Essa semina morti, feriti, mutilati e tristezza, priva le persone della propria casa, distrugge intere famiglie, provoca fame e disperazione. La realtà del Mondo è difficile per Conflitti, per la Pandemia che si è aggiunta e che pone difficoltà a tutti, difficile essere tranquilli per il futuro.

Ognuno di noi, nel proprio credo politico ha il dovere di tenere alto il baluardo della Pace, della libertà.”

Presidente Carla Formigoni 


Fossombrone

“Non è certo un periodo facile. Stavamo vedendo la luce in fondo al tunnel della pandemia; già i cuori si aprivano alla speranza di una primavera e di un’state di pace e serenità, quando lo spettro della guerra è tornato a terrorizzare l’Europa. Dopo 78 anni di quasi pace (dico quasi perché ho ben vivo il ricordo della guerra di Bosnia e del Kosovo, regioni devastate dove ho trascorso 18 mesi della mia vita) ci si illudeva che il solo pensare di fare guerra fosse un’oscenità, che non ci fosse la possibilità di un conflitto dopo i terrificanti massacri dello scorso secolo ma ci sbagliavamo. Ancora una volta, odio, distruzioni, cadaveri, popolazioni massacrate e terrorizzate in fuga, immagini che speravamo di non vedere mai più, almeno nella nostra Europa. Evidentemente l’uomo non impara mai dalla storia ed è condannato a ripetere i suoi errori.

In questa situazione che riempie tutti di angoscia, mi sembra più che mai valido il messaggio di pace che la nostra Associazione, l’associazione del dolore e del sacrificio, come viene definita, diffonde da più di 100 anni soprattutto ora che non ci sono più i testimoni degli orrori della guerra e non sentiamo più il loro grido di dolore e temo che si sia perso l’orrore per la guerra. È diventata uno spettacolo da osservare alla TV, mangiando spaghetti.

Con sempre più convinzione proseguiremo la nostra opera volta a ricordare quanto sia orrida la guerra, come la pace vada costruita giorno per giorno e quanto abbiano dato all’Italia i nostri padri e i nostri nonni mutilati ed invalidi che noi, figli e nipoti, indegnamente rappresentiamo.

Viva la nostra Associazione, Viva l’Italia!”

Presidente Luigi Chiavarelli


Torino

“Non vogliamo affatto dimenticare le sofferenze patite per restituire a ciascuno di noi il bene più prezioso al mondo: la libertà individuale e di pensiero e poter gioire di un sentimento unico che rende appagata anima e corpo: “La Pace”. Dobbiamo attivarci affinchè la guerra non sia mai accettata per risolvere i problemi, ma lavorare affinchè prevalga il dialogo: auspichiamo che l’aggressione militare non provocata ed ingiustificata da parte della Russia all’Ucraina cessi al più presto”.

Presidente Michele Manzitti