L’ ASSEMBLEA ANMIG A LORO PICENO NEL RICORDO DELLA MAESTRA ADA
Ottant’anni fa nasceva la Repubblica Italiana, frutto della lotta partigiana e del sacrificio di donne e uomini che scelsero la libertà e la democrazia. Una semplice scheda piegata in una cabina elettorale divenne allora il simbolo di una svolta storica: per la prima volta le donne italiane parteciparono in massa al voto, contribuendo alla costruzione del nuovo Stato democratico.
Per celebrare questo importante anniversario, l’Assemblea annuale dell’ANMIG – Sezione Provinciale di Macerata – ha scelto di riunirsi a Loro Piceno, il paese della “maestra Ada”, figura emblematica di coraggio civile, impegno sociale e partecipazione democratica.
Numerosi soci hanno preso parte all’incontro, ospitato nello storico ristorante tanto caro ai nostri padri associativi e frequentato più volte dall’indimenticato presidente Agostini. A presiedere l’assemblea è stato Mario Barbera Borroni. Dopo i saluti iniziali, il segretario Valter Monachesi ha ceduto la parola alla presidente Gilda Coacci, che ha illustrato la relazione morale. Il documento è stato approvato all’unanimità e accolto da un caloroso applauso rivolto alla presidente. Successivamente l’economo Andrea Cardarelli ha presentato la relazione finanziaria, anch’essa approvata all’unanimità dai presenti.
Daniela Meschini, vicepresidente ANMIG e membro della Direzione Nazionale, ha quindi letto il messaggio di saluto inviato dal presidente nazionale Betti. Un momento particolarmente significativo è stato dedicato alle studentesse vincitrici del concorso “Una Ricerca per la Pace”, presentate da Marina Filipponi. Le giovani protagoniste hanno illustrato con passione e competenza i loro elaborati, suscitando interesse e apprezzamento tra i partecipanti. A rendere ancora più speciale l’incontro è arrivata l’inaspettata e graditissima telefonata del presidente Betti, salutata da un lungo e sentito applauso dell’assemblea.
Con l’ausilio di una serie di slide preparate per l’occasione, la professoressa Meschini ha ripercorso il lungo cammino che condusse al voto femminile, soffermandosi in particolare sulla figura di Ada Natali, donna che educò, resistette e contribuì ad aprire la strada alla presenza femminile nella politica italiana. Ada condivide infatti il primato di prima donna sindaco d’Italia con la sarda Ninetta Bartoli e la calabrese Caterina Tufarelli Palumbo.
La sua è una storia straordinaria. Nata a Massa Fermana il 5 marzo 1898, figlia del socialista antifascista Natale Natali e di Argia Germani, si diplomò all’Istituto Magistrale nel 1915, ottenendo subito l’abilitazione all’insegnamento elementare. La sua famiglia subì persecuzioni durante il regime fascista: il padre fu vittima delle violenze squadriste e Ada venne considerata una “pericolosa sovversiva comunista”.
Per questo motivo, nel 1936, fu trasferita come maestra elementare ad Appezzana, allora isolata frazione di Loro Piceno, nel tentativo di impedirle di frequentare l’Università di Macerata. Ma nulla riuscì a fermare la sua determinazione. Percorreva a piedi il tragitto fino a Passo Loro per raggiungere la corriera diretta a Macerata, studiando e sostenendo gli esami nonostante la costante sorveglianza delle autorità. Con tenacia e sacrificio riuscì a conseguire la laurea in Giurisprudenza.
Negli anni trascorsi a Loro Piceno divenne un punto di riferimento per la comunità locale, educando generazioni di bambini e costruendo quel rapporto umano che avrebbe caratterizzato tutta la sua attività pubblica. Da queste terre partecipò anche alla Resistenza, collaborando con i gruppi partigiani attivi tra Pian di Pieca e San Ginesio, offrendo rifugio a soldati alleati, partigiani e perseguitati dal regime.
Terminata la guerra, tornò a Massa Fermana e nel marzo del 1946 venne eletta sindaco della sua città, incarico che mantenne fino al 1959. Nel 1948 fu eletta alla Camera dei Deputati nelle file del PCI, portando in Parlamento l’esperienza maturata come insegnante e amministratrice. Si batté per i diritti dei lavoratori e delle donne, sostenendo in particolare le operaie delle fabbriche di cappelli marchigiane. Si impegnò inoltre per la diffusione della cultura, la tutela del patrimonio artistico e la difesa del territorio.
Da sindaco istituì le colonie estive per i bambini, garantendo un pasto ai figli delle famiglie più povere. Pur essendo una convinta donna di sinistra, rimase sempre una cattolica praticante, mantenendo rapporti di stima e collaborazione con il clero locale.
Morì a Massa Fermana nel 1990, lasciando un’eredità preziosa fatta di educazione, cultura, solidarietà e impegno civile. Il suo esempio continua ancora oggi a parlare alle nuove generazioni, ricordando che la democrazia si costruisce ogni giorno attraverso la partecipazione, il coraggio e il senso di responsabilità.
La giornata ha visto anche la graditissima presenza del Sindaco di Loro Piceno Robertino Paoloni e si è conclusa nel migliore dei modi: attorno a una tavola imbandita, tra sorrisi, ricordi e amicizia, con il tradizionale pranzo sociale che ha rinnovato quel senso di appartenenza e di comunità che da sempre caratterizza la grande famiglia dell’ANMIG.
Daniela Meschini



