Giornata internazionale Donna 2026: attestato di Benemerenza ad Edith Bruck
Il 9 marzo 2026 l’Associazione Nazionale fra Mutilati e Invalidi di Guerra (ANMIG) ha consegnato un Attestato di Benemerenza alla scrittrice e poetessa Edith Bruck, tra le ultime e più autorevoli testimoni della Shoah ancora viventi.
La consegna è avvenuta nella casa romana dell’autrice, in un momento raccolto e significativo, che è stato accompagnato da un’intervista dedicata alla sua testimonianza, al valore della memoria nella società contemporanea con uno sguardo particolare verso i giovani.
Il riconoscimento è stato consegnato dal Presidente Regionale ANMIG Lazio, Dott. Piergiorgio Busato, in rappresentanza del Presidente Nazionale prof. Claudio Betti.
La consegna di questa benemerenza vuole essere il segno di profonda stima e gratitudine per l’impegno civile e morale che Edith Bruck continua a rappresentare. Con questo gesto l’ANMIG intende rendere omaggio non solo a una grande donna di cultura, ma a una voce che, attraverso la scrittura e l’incontro con le nuove generazioni, ha saputo trasformare il dolore della deportazione in responsabilità etica e impegno educativo. Sopravvissuta ai campi di concentramento nazisti, Edith Bruck ha dedicato la propria vita a testimoniare l’orrore dell’Olocausto, affinché le nuove generazioni possano comprendere le conseguenze estreme dell’odio, dell’indifferenza e della negazione della dignità umana.
L’Associazione Nazionale fra Mutilati e Invalidi di Guerra, che da oltre un secolo custodisce la memoria dei sacrifici e delle sofferenze causate dai conflitti, riconosce nella testimonianza di Edith Bruck un valore profondamente coerente con la propria missione: promuovere la cultura della pace, della responsabilità civile e della memoria come strumento educativo. In un tempo in cui i testimoni diretti della Shoah sono sempre meno numerosi, questo riconoscimento assume un significato ancora più alto: non solo celebrazione, ma impegno a raccogliere e trasmettere un’eredità morale che appartiene all’intera comunità nazionale. La cerimonia del 9 marzo si configura dunque come un momento di intensa valenza simbolica, nel quale memoria storica, coscienza civile e riconoscenza si intrecciano nel segno della dignità umana e della responsabilità verso il futuro.
Daniela Meschini
