Foligno, assemblea numero 105. Conferenza e consegna della Costituzione agli studenti
Mattinata densa di appuntamenti all’Associazione Nazionale Mutilati ed Invalidi di Guerra di Foligno che si è svolta il 24 maggio 2026.
Approvati all’unanimità dei presenti il Bilancio Consuntivo per l’esercizio 2025 e Preventivo 2026 nel corso della partecipata Assemblea annuale dei Soci, la 105^, che ha avuto luogo nella Casa del Mutilato, Sede dell’ANMIG sezionale. Ampia e dettagliata la Relazione Morale della Presidente Fiorella Agneletti che ha messo in evidenza, in primo luogo, uno dei nodi più critici del nostro tempo, riguardo la transizione in atto nel sistema multilaterale e l’accelerazione della frammentazione geopolitica. In questo contesto la corsa all’uso dell’intelligenza artificiale è diventata una risorsa strategica come strumento di potere – continua Fiorella Agneletti – provocando competitività tra gli Stati con ripercussioni negative sul mercato. Ha fatto, inoltre, il punto sulle attività svolte lo scorso anno 2025 e quelle programmate nell’anno corrente 2026, esprimendo soddisfazione per aver dato il via, proprio a Foligno, nei giorni scorsi, al progetto nazionale “La Staffetta del Domani”, per celebrare l’80° anniversario del voto delle donne con la passeggiata in bicicletta, inclusiva, di 25 km., con la partecipazione, tra gli altri, di atleti paralimpici, tagliando i Comuni di Trevi, Montefalco, Bevagna e Foligno.
Effettuati i lavori di rito con gli adempimenti statutari, ha preso avvio la Conferenza dal titolo “1943-1948: Dal conflitto alla Costituzione”, di grande interesse storico, con la partecipazione di relatori di alto spessore, registrando il tutto esaurito. A portare il saluto il Col. Maurizio Napoletano, Comandante del Centro di Selezione e Reclutamento Nazionale dell’Esercito che ha messo in evidenza l’importanza della pace che noi godiamo da ottant’anni, grazie ai sacrifici ed al lavoro di chi ci ha preceduto.
Massiccia l’affluenza di pubblico e la partecipazione di 20 studenti delle classi quinte del Liceo Classico “Federico Frezzi” di Foligno, accompagnati dai loro docenti. Nel dibattito conclusivo si è creata interazione attiva tra gli stessi studenti, docenti ed il pubblico, che ha generato una riflessione critica di grande successo, stimolati dal Moderatore Dott. Roberto Conticelli, giornalista saggista, confermando l’alto valore formativo dell’evento, di arricchimento e approfondimento storico-culturale, soprattutto per i giovani.
In apertura il giornalista ha centrato l’attenzione sul periodo dall’8 settembre 1943, i 20 mesi della Resistenza, il 25 aprile del 1945 fino ad arrivare ai giorni nostri. Ribadisce due importanti concetti: il Campo di Colfiorito e la presenza delle donne. In sintesi, la storia diventa nuova vita dopo il 1948 – afferma Roberto Conticelli – sottolineando la necessità dell’attuazione della Costituzione, nel rispetto del patto sociale che ci tiene uniti.
La parola, quindi, allo storico Prof. Costantino Di Sante, che nella sua relazione dal titolo “Dalla dittatura alla Repubblica nel percorso storico della democrazia italiana”, ha esordito mettendo in evidenza l’orrore delle guerre e la situazione dell’Italia dopo i conflitti, per chiedersi anche cosa è stato il ventennio fascista che ha portato alla II^ guerra mondiale. Il frutto di tale drammatico evento non saranno solo morti, feriti, macerie e povertà, ma l’esordio di un regime totalitario che ha dato all’Italia l’impronta di uno Stato repressivo. La guerra produrrà lutti ma sarà ancora più dolorosa nel successivo percorso di inclinazione tra i cittadini e lo Stato, la fame, la mancanza di libertà. Cita la data fatidica dell’8 settembre 1943, con la monarchia che fugge: momento di tradimento della nostra Patria. Per molti italiani fu l’occasione di riprendersi la propria autonomia decidendo liberamente di optare per la Resistenza o la scelta partigiana. La storia racconta che chi aderì alla RSI (Repubblica Sociale Italiana) scelse di esercitare ancora violenza e guerra, anche nei confronti dei propri connazionali che avevano fatto scelte diverse. Un focus anche sull’Umbria che ha subìto stragi nazi-fasciste, guerre civili interne, almeno fino alla Liberazione. Foligno – continua il prof. Costantino Di Sante – avrà in Franco Ciri uno dei primi Caduti, fino alla Liberazione della città. Altro caposaldo importante: il primo decreto che riconobbe il diritto di voto alle donne in Italia (1 febbraio 1945). Con il referendum e l’Assemblea Costituente del 2 giugno 1946, si arrivò all’elezione di 21 “madri costituenti” con una notevole partecipazione femminile. Solo nella città di Foligno, l’affluenza delle donne che parteciparono al voto fu del 70%. Nel collegio Rieti, Terni, Perugia venne eletta Elettra Pollastrini. La scelta repubblicana fu fondamentale. Uscimmo dalla guerra. Il Re non godeva più di fiducia tra gli italiani. Il sacrificio, i lutti, i feriti ci hanno donato la Costituzione.
Altro intervento del prof. Mauro Volpi, con la relazione dal titolo “Le radici storico-costituzionali della Repubblica democratica in Italia”. Il prof. Mauro Volpi si sofferma sul momento storico della caduta del partito fascista, la nomina di Badoglio, l’armistizio e la spaccatura del Paese: la collaborazione con i tedeschi al nord, dall’altra parte il Comitato di Liberazione Nazionale. Per arrivare alla nascita della Repubblica e la Costituente occorre tenere presente il periodo di transizione in cui, con il crollo del fascismo e l’armistizio, l’Italia si riscatta autonomamente. Il Re Umberto II va in esilio e decadono le velleità dei monarchici. Ed ecco la sintesi del percorso in cui, nel 1944-1946, vengono emanati i decreti per l’Assemblea Costituente, eletta a suffragio universale, riconoscendo alle donne il diritto di voto, come già nel ‘45. Alle votazioni del 2 giugno 1946 furono elette 21 madri costituenti di diverse estrazioni politiche e geografiche; le prime due donne Sindaco si ebbero nelle provincie di Fermo e Sassari. L’Assemblea Costituente eletta, ha riunito le massime figure intellettuali, giuridiche e politiche italiane dell’epoca, pensatori di estrazione e orientamento diversissimi, ma accomunati da un altissimo profilo culturale. Fu il momento di forte confronto. Il relatore fa riferimento ai principi democratici pregnanti del testo costituzionale, nel rispetto della chiarezza, omnicomprensivo sia dal punto di vista del pluralismo, sindacale che territoriale, che non entrasse in polemica con il periodo precedente ma anche con il presente. Peculiarità importante, come affermava Calamandrei, che la Costituzione doveva essere progressiva, trasformatrice, programmata per il futuro. Il prof. Volpi conclude con una citazione di Angiola Minella espressa nella seduta conclusiva della Costituente: “… la Costituzione dovrà essere attuata per onorare i sacrifici e l’enorme sforzo compiuti per arrivare a tale conquista”.
In chiusura, la Presidente Fiorella Agneletti ha ringraziato tutti i partecipanti all’evento e consegnato l’Attestato di Partecipazione a studenti e docenti con una copia della Costituzione Italiana, con la certezza che la lectio magistralis dei relatori sia stata di straordinaria crescita e arricchimento del proprio bagaglio culturale sia per gli studenti nel proprio percorso didattico che per il pubblico presente.








