“VORREI DIRE AI GIOVANI… Gina Borellini, un’eredità di tutti”

borellini

20 novembre 2018, pubblicato da

“VORREI DIRE AI GIOVANI…  Gina Borellini, un’eredità di tutti”

di Caterina Liotti e Francesco Zarzana -Regia di Francesco Zarzana

Un docu-film sulla figura di una grande donna, che fu tante cose nella sua difficile, tormentata ed esemplare vita. Una “Madre della Res Publica”, che ha incarnato i valori e gli ideali più alti di democrazia ed impegno civile e politico.

Nell’ambito del BUK Festival della piccola e media editoria, un importante appuntamento fisso nel panorama culturale italiano, al Teatro San Carlo, con due repliche pomeridiane, è stato presentato il docu-film: “VORREI DIRE AI GIOVANI…  Gina Borellini, un’eredità di tutti”, scritto da Caterina Liotti e Francesco Zarzana, che ne ha curato anche la regia, ed interpretato dall’attrice Claudia Campagnola. Co-prodotto da ANMIG Modena, assieme al Centro Documentazione Donna, ProgetArte, ANPI, UDI, Comune di Modena, Istituto Storico, ed altri sponsor, l’opera costruisce uno spaccato, necessariamente sintetico, della vita di Gina Borellini, che fu presidente di ANMIG Modena per trent’anni, dopo essere stata una delle poche donne elette nel primo parlamento italiano della Repubblica, fondatrice dell’UDI ed impegnata in decine di altre attività, tutte dedite alla promozione sociale e ad un impegno politico e civile di assoluto rilievo a livello nazionale. Molti tra coloro che l’hanno conosciuta e lavorato assieme a lei, conservano un vivissimo ricordo della sua passione e coerenza: modenese a tutto tondo, la sua figura esce da una dimensione provinciale e, a buon diritto, assume un carattere emblematico di livello nazionale, che merita di essere conosciuto e valorizzato presso le giovani generazioni, alle quali lei stessa spesso si riferiva nella sua opera quotidiana, ma con una visione sempre rivolta al futuro, come richiama lo stesso titolo del documentario. Proprio come quei giovani studenti del Liceo Muratori – San Carlo, che, venuti in contatto con lei nel percorso di Alternanza Scuola-Lavoro, organizzato da ANMIG Modena, attraverso il suo fondo documentario, conservato presso il CDD, ne sono rimasti affascinati, e ne hanno dato testimonianza il 29 aprile 2017, allo scoprimento della stele a lei dedicata nel Parco della Resistenza di Modena.

Una figura di donna dalle infinite sfumature ed alla quale la vita ha riservato grandissimi dolori: dalla uccisione del marito ad opera dei nazi-fascisti, alla morte prematura di un figlio, alla mutilazione a seguito della ferita in combattimento, alla prigionia ed alla tortura,  ma anche pubblici riconoscimenti, come la Medaglia d’Oro al V.M., la Commenda della Repubblica e numerose responsabilità politiche istituzionali locali e nazionali, come l’elezione tra le pochissime donne alla Camera dei Deputati nel primo Parlamento repubblicano, oltre a impegni nella società civile, dall’ANMIG, all’UDI, solo per citarne alcuni; tutti vissuti, tuttavia, non come momenti celebrativi o cariche onorifiche, bensì come ulteriori obblighi morali di un’etica profonda, di una religione civile, alla quale ha votato tutta la sua vita, fin dal tempo della lotta partigiana.

Il docu-film lumeggia, con appassionata adesione e puntuale richiamo documentale, questa gigantesca figura, componendo, in un quadro policromo, foto d’epoca e riprese attuali, con l’appassionata interpretazione di alcuni brani degli scritti di Gina da parte di Claudia Campagnola, intensa e commovente, fin quasi a far confondere la sua immagine con quella della vera Gina, negli occhi e nella mente di chi la conobbe.

Dopo gli unanimi consensi già apparsi sulla stampa nazionale, alla quale era stato presentato in anteprima, l’opera ha riscosso un grande successo da parte del pubblico che ha affollato il teatro San Carlo nelle due proiezioni, con un lungo, sincero e commosso applauso, diventato una vera ovazione nei confronti degli autori, dell’interprete e dello staff di produzione.

All’evento era presente l’Ambasciatore olandese, in rappresentanza del Regno dei Paesi Bassi, prima nazione ospite al BUK festival, che ha arricchito con un piccolo e raffinatissimo concerto del Sakurita Ensemble, quattro eccellenti giovani esecutori su strumenti d’epoca di musiche barocche da Couperin a Bach. Il concerto è stato organizzato con la collaborazione del Reale Conservatorio de L’Aia e di Grandezze e Meraviglie – Festival Musicale Estense.

Il docu-film è stato proiettato anche in occasione dell’intitolazione del Parco ai Mutilati ed Invalidi di Guerra (ANMIG), il 29 aprile 2018 ed a numerose scuole che ne hanno fatto richiesta, ed un estratto è stato proiettato durante il consiglio comunale commemorativo della nascita della Repubblica il 19 aprile.

(A.Z.)

qui il trailer del film entrato in concorso per i premi David di Donatello 2019