Traversaro a Foggia

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23 Gennaio 2015, pubblicato da

Presso la sede  della sezione di Foggia si è svolta l’annuale Assemblea dei soci per l’elezione degli organi direttivi (triennio 2015-2017).
Invitato d’onore e gradito ospite il Presidente nazionale, Bernardo Traversaro. Presenti il Presidente Regionale ANMIG Nicola Bufi e diversi presidenti delle sezioni pugliesi.
Al termine dell’Assemblea Traversaro ha salutato le autorità locali. Raggiunta Piazza Italia, si è reso onore al Monumento ai Caduti e deposto dei fiori. Una delle motivazioni della sua venuta è stata l’adesione, per l’a.s. 2014/2015, delle sezioni ANMIG della Puglia al concorso “Esploratori della Memoria”, inserito nel più ampio progetto nazionale  “Pietre della Memoria”.
Diverse le scuole che hanno aderito al Concorso in tutta la regione. Una rappresentanza degli alunni di Foggia e provincia ha avuto l’opportunità di intervistare per più di un’ora il Presidente nazionale sulla sua esperienza personale e sulla guerra in generale.
Calamitati dai racconti, le domande dei ragazzi si sono succedute sempre più incalzanti. Significativa anche la presenza della Sig.ra Traversaro che,interpellata direttamente, ha completato le risposte del marito con la visione “al femminile” della guerra.

Frammenti di emozioni….ricordi di una vita
Gli alunni della SM “Bovio” incontrano Traversaro

Le classi terze della Scuola Media “G. Bovio” rinnovano l’incontro con l’ANMIG di Foggia presieduta dalla Prof.ssa Maria Saveria Mazzamurro.
E’ diventato un appuntamento, istituzionalizzato già da qualche anno, che intende arricchire le conoscenze storiche degli alunni, attraverso l’incontro e l’ascolto delle voci di quanti la storia l’hanno vissuta sulla propria pelle.
Quest’anno l’incontro è stato eccezionale ed i ragazzi hanno dato un titolo all’evento: “Frammenti di emozioni….ricordi di una vita”. E sì! perché protagonista è stato il Presidente nazionale Anmig Bernardo Traversaro accompagnato da sua moglie Teresa.
La chiacchierata con gli alunni ha riguardato stralci di vita vissuta: come uomo, come cittadino, come partigiano e come marito premuroso.
La Scuola ha colto questa occasione per avviare un percorso sulla Pace che cominci dai piccoli gesti quotidiani, al fine di dimostrare, qualora ce ne fosse ancora bisogno, l’inutilità del contrasto e della violenza.
E proprio lungo il cammino verso la Pace i grandi hanno il dovere di affidare ai più piccoli le proprie esperienze perché le custodiscano e da esse imparino i veri valori della Vita, che non dovranno mai essere la violenza, la sopraffazione e l’egoismo. Il Presidente afferma: “La guerra porta solo alla distruzione dell’uomo e della sua intelligenza e all’odio; la guerra è un orrore indescrivibile. Essa è un disastro MORALE”.
Aveva solo diciotto anni quando fu costretto a lasciare i suoi cari e a partire per il fronte. Andò in montagna. Il Presidente ricorda molto bene quando sulle Alpi gli alleati lanciavano dei paracadute bianchi, rossi e  verdi contenenti divise, armi, munizioni, cibo ed acqua. Quei gesti servivano a sentire l’affetto e la vicinanza dei propri compagni. Ai suoi tempi  combattevano anche ragazzi molto giovani, alcuni non si facevano ancora la barba. La scelta di diventare partigiano non fu una decisione facile, ma per molti versi necessaria. La guerra perdurava ed era necessario porre fine alla disastrosa esperienza della dittatura fascista.
Il Commendatore ritenne necessario combattere per l’Italia e per la pace e così decise di andare con i partigiani. I gruppi partigiani erano formati per il 30% da gente del sud Italia. Desideravano solo liberare l’Italia e avevano nel cuore l’amore per questa nazione; non era un esercito che combatteva spinto dall’odio. Durante la guerra ha conosciuto russi e inglesi, che non provavano nulla di diverso da lui: paure, ansie e desiderio di vivere li accomunavano. L’Italia doveva ritornare ad essere un Paese libero e ad assicurare ai suoi cittadini la pace e la difesa dei diritti. Anni di giovinezza e spensieratezza erano stati portati via ad un’intera generazione e a quanti erano riusciti a tornare a casa dal fronte. La guerra aveva causato solo morte, sofferenza e distruzione. Ogni famiglia aveva vissuto divisioni, perdite e momenti di angoscia. La fine del conflitto segnò per tutti l’inizio di una nuova vita.
Appena rientrato a casa, fu invitato a partecipare alla vita politica, ma lui rifiutò; gli volevano riconoscere dei benefici, ma lui si oppose anche a questo e riprese il suo lavoro.
Per Traversaro è doloroso ricordare e le sue parole sono bagnate da tenere lacrime, che non sfuggono alla sensibilità dei ragazzi presenti. “La cosa più difficile per tutta la vita è stato dimenticare. Eppure quando si sta di fronte ai giovani si avverte il senso del dovere di raccontare, perché nulla sia stato vissuto inutilmente e perché si diventi la voce di quanti non ci sono più a causa della stupidità degli uomini.”
Gli alunni hanno poi rivolto domande anche alla Sig.ra Traversaro che ha ricordato come le donne vivevano la guerra: un’esperienza molto dolorosa, sia che fossero madri o sorelle o giovani amiche. Cercavano di aiutare i soldati e i partigiani come potevano. Quando la guerra finì, si poté tornare a vivere una vita più serena.
Il Commendatore alla fine ha voluto puntualizzare l’ importanza dei monumenti, i quali servono a far sì che non si dimentichino le stragi, il dolore e la sofferenza.
Quest’anno l’Associazione Nazionale fra Mutilati e Invalidi di Guerra e Fondazione della Puglia ha bandito, a livello regionale, il progetto “Pietre della memoria” che ha come fine la conservazione della memoria storica del territorio, partendo dalle pietre che ricordano eventi, luoghi, date, nomi di tutto ciò che è successo nelle regioni italiane o riguarda i cittadini negli anni delle due guerre.
Per raccogliere le informazioni relative alla guerra oltre alle testimonianze si fa sempre più riferimento alle lettere dei soldati inviate alle famiglie, dalle quali emergono particolari che raccontano la storia “vera” o meglio quelle verità dimenticate dalla storia ufficiale, forse perché scomode per quei governi che ancora oggi giustificano tanta carneficina, come qualcosa di necessario.
Anche la nostra scuola ha aderito al Progetto e tutto il materiale che raccoglieremo, catalogato e ordinato per schede omogenee, sarà pubblicato sul sito dell’Associazione.
E’ stato bello sentir parlare delle persone, meno giovani di noi, di mezzi di comunicazione così moderni e d’uso quotidiano per tutti noi. E’ sicuramente un bell’esempio di incontro  a metà strada, quasi una staffetta, perché non è importante la modalità che si usa per dire le cose, ma quello che attraverso lo strumento si racconta.

Gli alunni delle classi terze sez. C, E, F, L, N, O
Scuola Media “G. Bovio” – Foggia