Macerata – Giorno Della Memoria

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8 Febbraio 2017, pubblicato da

MACERATA – In occasione della commemorazione della Giornata della Memoria che ricorda l’olocausto degli ebrei, la Sezione ANMIG di Macerata ha contribuito alla realizzazione di una piece teatrale originale nell’ambito dei concerti dell’Associazione musicale “Appassionata”. Le musiche erano di Silvia Colasanti e il testo drammaturgico e poetico di Guido Barbieri dal titolo ” LE IMPERDONABILI-l’ultima lettera di Hetty Hillesum “.

In molti credo si chiederanno chi fosse Hetty Hillesum anche se il mio iPad ha subito riconosciuto il cognome della giovane olandese evitandone la digitalizzazione nel mio breve testo, ma non bisogna affidarsi al l’intelligenza artificiale e quindi è necessario descriverne la figura.

Hetty nasce a Middelburg, in Olanda, nel 1914 quindi, dopo vari trasferimenti segue la famiglia a Deventer e nel 1932 va a studiare nella facoltà di giurisprudenza ad Amsterdam dove si laurea e segue studi di lingue slave e corsi di lingua russa, dà lezioni di lingua russa fino al suo definitivo trasferimento nel campo di Westerbork e al suo ultimo viaggio ad Auschwitz dove muore il 30 novembre 1943. Parrebbe il normale, ma breve, corso vitale di una volenterosa ragazza olandese se non si trattasse di una delle maggiori voci di scrittrice potenziale del novecento.

Uno spirito inquieto, brillante, pieno di mille curiosità: letteratura, psicoanalisi di cui si fece oggetto con il famoso psicochirologo Julius Spier. Stupenda la sua inquieta religiosità “Oh, Signore, ho detto che prenderò su di me la sofferenza che verrà….ma affronterò qualsiasi cosa mi tocchi in sorte ecc.ecc….quando provo a mettere quel pensiero nero su bianco, le parole non ci sono più.” Sembrano parole sgorgate dalla bocca e scritte da una mistica trecentesca, ma alle parole seguirono, senza timore, i fatti.

Membro attivo presso il Consiglio Ebraico, che peraltro non condivideva, sceglie di non salvarsi e resta vicina all’unanimità che soffre “sono distesa a letto da ieri sera e intanto comincio ad assorbire una piccola parte del dolore che deve essere assorbito su tutta la terra. Comincio a mettere al coperto un po’ del dolore che patiremo quest’inverno…..ho spezzato il mio corpo come se fosse pane e l’ho distribuito agli uomini…..si vorrebbe essere un balsamo per molte ferite.”

Che cosa aggiungere ancora, nulla.

Vittorio Zazzaretta