Assemblea annuale a Jesi

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31 luglio 2019, pubblicato da

Una domenica per ricordare
Domenica 9 giugno 2019 presso il Circolo Cittadino di Jesi si è svolta l’Assemblea annuale dei soci dell’ANMIG; a questo evento è stata invitata a prender parte la mia classe la 2 CBT dell’Istituto d’Istruzione Superiore “Galilei” di Jesi, ad accompagnarci c’erano le professoresse Carla Tiberi e Sonia Mosconi.
L’evento è iniziato in tarda mattinata con un minuto di silenzio in commemorazione dei soci deceduti cui ha fatto seguito la lettura del bilancio dell’Associazione e un breve intervento della presidente della sezione di Jesi, Beatrice Bartolini, che ha descritto le attività e gli impegni che hanno coinvolto l’ANMIG nell’anno appena concluso.
Al termine dell’assemblea la parola è passata a noi ragazzi.
Abbiamo presentato il lavoro svolto per il concorso “Pietre della Memoria” facendo conoscere ai presenti le biografie e gli oggetti appartenuti ad alcuni giovani marchigiani che hanno vissuto sulla loro pelle la Prima e la Seconda guerra mondiale e, attraverso foto e documenti, alcuni eventi luttuosi verificatisi nel territorio marchigiano in quegli stessi anni.
Ad ogni episodio o personaggio abbiamo dedicato un breve componimento poetico di nostra creazione cercando di mettere in evidenza le emozioni e i sentimenti provati dai protagonisti delle vicende in quei terribili frangenti delle loro vite.
Io ho raccontato la storia di Luigi Dottori, nato a Cupramontana nel 1924, soldato nella Seconda Guerra Mondiale deportato in un campo per prigionieri di guerra in Germania nel 1943 da cui riuscì a fuggire per tornare a casa.
Di lui abbiamo un certificato di servizio del distretto di Ancona che dichiara il suo stato di ex combattente e soprattutto una lettera scritta mentre si trovava nel campo di prigionia indirizzata alla madre, nella quale è riportato il nome del mittente, il nome del campo e i dati identificativi del prigioniero. All’interno della lettera Luigi scrive alla madre dicendole di stare benissimo.
Dalla sua lettera ho preso spunto per scrivere la mia poesia:

RINCHIUSO QUI
Rinchiuso qui
Dove qualcuno resiste
Senza speranza
Rinchiusi qui
Indossando eguali abiti
Provando eguali pene
Ed io stanco mi fermo
Mi volto:
volti pallidi cercano di urlare
nei loro occhi l’inferno
e la morte ormai vicina.
Urlo
Prima piano
Poi sempre più forte
E senza più forze
Cado a terra.
Piango
Lacrime amare mi rigano il volto
Il sangue incandescente
Da bruciarmi il cuore
Immagini indefinite confondono la mente
Senza alcun controllo
Chiudo gli occhi
Rinchiuso qui
Dove la libertà
Un vago ricordo
Le nostre letture sono state intervallate dall’esecuzione di alcuni pezzi di musica tradizionale marchigiana da parte del mio compagno di classe Riccardo con la sua fisarmonica.
Gli alunni della classe che non potevano essere presenti all’evento sono stati ripresi durante le ore scolastiche mentre recitavano i loro testi e le loro poesie; inoltre abbiamo proposto due poesie in inglese di due noti poeti che durante la Prima guerra mondiale documentarono le atrocità del conflitto “They” di S. Sassoon e “Dulce et decorum est” di W. Owen.
Owen scrisse le poesie contenute in “Poems” tra il 1917, mentre si trovava ricoverato nell’ospedale di Craiglockhart in seguito ai traumi ed allo shock infertigli da un’esplosione, e la sua morte. In seguito, tra le sue carte, fu trovata quella che doveva/poteva essere la sua introduzione alla futura raccolta che qui voglio riportare perché ben chiarisce lo stato d’animo del poeta e l’orrore vissuto:
“This book is not about heroes. English Poetry is not yet fit to speak of them. Nor is it about deeds or lands, nor anything about glory, honour, dominion or power, except War…”
(“Questo libro non parla di eroi. La Poesia inglese non è ancora pronta a parlare di loro. Nè si vuole parlare di imprese o terre, e meno che mai di gloria, onore, dominio o di potere, soltanto della Guerra…”)
L’evento si è concluso con un pranzo di noi ragazzi e delle professoresse assieme ai soci dell’ANMIG.
Elena Ferretti

 

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