I NOMI RITROVATI: la memoria digitale parla ai giovani

14 Ottobre 2025, pubblicato da

C’è un momento in cui la Storia smette di essere solo una data nei libri e diventa carne e sangue, nome e cognome. È quello che accade entrando nel sito www.bancadatiinternatimilitariitaliani.it, il progetto ideato da Pasquale Alessandro Campo, nipote di Pasquale Campo, barlettano che combatté e fu ferito durante la Prima guerra mondiale.

Da quel legame familiare è nata un’opera immensa: una banca dati nazionale che raccoglie migliaia di nomi di Internati Militari Italiani (IMI) della Seconda guerra mondiale, uomini che dopo l’8 settembre 1943 dissero no al nazifascismo e pagarono la scelta con la deportazione nei lager tedeschi. Tra loro, centinaia di barlettani e molti altri originari della nostra provincia.

Campo, autore del libro “La Scelta. 8 settembre 1943. Uomini che dissero no”, ha deciso di portare avanti questo lavoro di memoria in collaborazione con il Cav. Ruggiero Graziano, presidente Anmig di Barletta, instancabile custode della memoria cittadina.

“Un saluto alla comunità di Barletta – scrive Campo – Mio nonno, Pasquale Campo, era fante nella Grande Guerra e originario di questa città. Oggi porto avanti un lavoro di memoria dedicato agli Internati Militari Italiani.
Sul sito www.bancadatiinternatimilitariitaliani.it ho raccolto migliaia di nomi, tra cui molti provenienti dalla provincia di Barletta-Andria-Trani. Ogni nome è una storia da ritrovare. Vi invito a esplorare, condividere e contribuire.”

Dietro ogni nome c’è un volto, un gesto, una scelta. Il sito consente a chiunque, anche ai più giovani, di cercare il nome del proprio nonno, bisnonno o zio caduto nell’oblio dei campi di prigionia, di scoprire dove fu internato, quando rientrò o se non tornò mai. È una ricerca viva, che unisce la curiosità dei ragazzi alla dignità di chi difese la libertà.

In un tempo in cui la memoria sembra scivolare via tra uno schermo e l’altro, questo progetto invita a fermarsi, a cercare, a ricordare. Perché sapere da dove veniamo non è nostalgia, ma un atto di responsabilità verso il futuro.

Grazie a Pasquale Alessandro Campo e a Ruggiero Graziano, Barletta continua a essere terra di memoria, dove anche i più giovani possono scoprire che la storia non è passata: è scritta nei nomi dei propri antenati, che ancora ci parlano dal silenzio del tempo.