“VORREI DIRE AI GIOVANI… Gina Borellini, un’eredità di tutti”

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12 Aprile 2019, pubblicato da

“VORREI DIRE AI GIOVANI…  Gina Borellini, un’eredità di tutti”

di Caterina Liotti e Francesco Zarzana -Regia di Francesco Zarzana

 

In occasione del centenario dalla nascita, è stato presentato alla Camera dei Deputati il docu-film sulla figura di una grande donna, che fu tante cose nella sua difficile, tormentata ed esemplare vita. Una “Madre della Res Publica”, che ha incarnato i valori e gli ideali più alti di democrazia ed impegno civile e politico.

Già lanciato a Modena nell’ambito del BUK Festival della piccola e media editoria (23/25 marzo 2018), nel centenario dalla nascita, l’8 aprile 2019 è stato presentato nella Sala del Mappamondo di Palazzo Montecitorio, sede della Camera dei Deputati, il docu-film: “VORREI DIRE AI GIOVANI…  Gina Borellini, un’eredità di tutti”, scritto da Caterina Liotti e Francesco Zarzana, che ne ha curato anche la regia, ed interpretato dall’attrice Claudia Campagnola. Co-prodotto da ANMIG Modena, assieme al Centro Documentazione Donna, ProgetArte, ANPI, UDI, Comune di Modena, Istituto Storico, ed altri sponsor, l’opera costruisce uno spaccato, necessariamente sintetico, della vita di Gina Borellini, che fu presidente di ANMIG Modena e membro del Comitato Centrale per trent’anni, dopo essere stata una delle poche donne elette nel primo parlamento italiano della Repubblica, fondatrice dell’UDI ed impegnata in decine di altre attività, tutte dedite alla promozione sociale e ad un impegno politico e civile di assoluto rilievo a livello nazionale.

La presentazione è stata organizzata da tutte le Associazioni ed Enti che hanno prodotto il docu-film, con l’appoggio dell’ on.Ettore Rosato, vice Presidente della Camera, ed ha visto la partecipazione di numerosi dirigenti delle stesse.

Il folto e commosso pubblico, come nelle precedenti edizioni, ha lungamente applaudito l’opera, che, per qualità ed approfondimento della figura di Gina e del suo lascito ideale, rappresenta un documento di assoluto rilievo.

Molti tra coloro che hanno conosciuta e lavorato assieme a Gina, conservano un vivissimo ricordo della sua passione e coerenza: modenese a tutto tondo, la sua figura esce da una dimensione provinciale e, a buon diritto, assume un carattere emblematico di livello nazionale, che merita di essere conosciuto e valorizzato presso le giovani generazioni, alle quali lei stessa spesso si riferiva nella sua opera quotidiana, ma con una visione sempre rivolta al futuro, come richiama lo stesso titolo del documentario. Proprio come quei giovani studenti del Liceo Muratori – San Carlo di Modena, che, venuti in contatto con lei nel percorso di Alternanza Scuola-Lavoro e nel Progetto Pietre della Memoria, organizzati  da ANMIG Modena, attraverso il suo fondo documentario, conservato presso il CDD, ne sono rimasti affascinati, e ne hanno dato testimonianza il 29 aprile 2017, allo scoprimento della stele a lei dedicata nel Parco della Resistenza di Modena, nella intitolazione del Parco Mutilati ed Invalidi di Guerra ed in altre occasioni.

Una figura di donna a tutto tondo, dalle infinite sfumature ed alla quale la vita ha riservato grandissimi dolori: dalla uccisione del marito ad opera dei nazi-fascisti, alla morte prematura di un figlio, alla mutilazione a seguito della ferita in combattimento, alla prigionia ed alla tortura,  ma anche pubblici riconoscimenti, come la Medaglia d’Oro al V.M., la Commenda della Repubblica e numerose responsabilità politiche istituzionali locali e nazionali, come l’elezione tra le pochissime donne alla Camera dei Deputati nel primo Parlamento repubblicano, oltre a impegni nella società civile, dall’ANMIG, all’UDI, solo per citarne alcuni; tutti vissuti, tuttavia, non come momenti celebrativi o cariche onorifiche, bensì come ulteriori obblighi morali di un’etica profonda, di una religione civile, alla quale ha votato tutta la sua vita, fin dal tempo della lotta partigiana.

Il docu-film lumeggia, con appassionata adesione e puntuale richiamo documentale, questa gigantesca figura, componendo, in un quadro policromo, foto d’epoca e riprese attuali, con l’appassionata interpretazione di alcuni brani degli scritti di Gina da parte dell’attrice Claudia Campagnola, intensa e commovente, fin quasi a far confondere la sua immagine con quella della vera Gina, negli occhi e nella mente di chi la conobbe.

Dopo gli unanimi consensi già apparsi sulla stampa nazionale, alla quale era stato presentato in anteprima, l’opera ha sempre riscosso un grande successo da parte del pubblico,  riservando una vera ovazione nei confronti degli autori, dell’interprete e della staff di produzione.

(A.Z.)