Un ragazzo di Macerata

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23 luglio 2018, pubblicato da

Domenica 17 giugno 2018. Le quattro di mattina. Un diciannovenne e un ventenne si svegliano dopo soli novanta minuti di sonno perché, dopo due settimane in cui non erano riusciti a vedersi con altri due amici causa università e altri impegni, avevano voluto a tutti i costi incontrarsi il giorno prima e passare una bella serata. Nonostante ciò,  i due si svegliano contenti, pensando a quello che avrebbero visto a Roma. Le aspettative non sono state deluse, anzi!

La prima tappa della nostra gita é stata il Museo Storico della Liberazione di via Tasso. Ad attenderci c’era un simpaticissimo signore che ci ha riportato con i suoi racconti nella Roma degli anni ’40, caratterizzata dagli scontri tra partigiani e nazisti, capeggiati dal capitano delle SS Herbert Kappler, un uomo freddo, che non si faceva problemi a condannare a morte e ad uccidere lui stesso. Pensare che quel funzionario operava proprio nell’edificio dove eravamo seduti, in quegli anni sede diplomatica e istituto culturale tedesco in Italia, dovrebbe farci riflettere su quanto dovremmo essere riconoscenti verso chi si é battuto per la nostra libertà. Abbiamo poi visitato le celle dove venivano rinchiusi i prigionieri: risparmio la descrizione del trattamento riservato ai carcerati ed invito a visitare il museo, ne vale veramente la pena!

Nel pomeriggio siamo andati a Villa Torlonia, dove dal 1925 al 1943 abitò Benito Mussolini con la famiglia, e dove fece costruire un bunker antigas e uno antiaereo.

Che dire in conclusione di questa gita organizzata dall’ A.N.M.I.G. di Macerata (che ringrazio da cittadino e socio simpatizzante per queste splendide iniziative): é stata una giornata dedicata alla cultura e anche al divertimento, che però ha avuto lo scopo di non farci dimenticare la NOSTRA storia, che é la “scuola” più importante che possiamo “frequentare”, dato che dalle sue lezioni e insegnamenti possiamo agire con consapevolezza nel presente e plasmare così il futuro.

Invece lo studio della storia sembra essere sempre meno importante, pochi nelle nuove generazioni si interessano a questi argomenti. Se ci sembra che l’Italia odierna sia in crisi (e lo é, secondo me) è anche perché, a mio parere, si é persa la voglia di conoscere e di capire il mondo che ci circonda, figuriamoci quello passato, e non c’é errore più grande che una società possa fare, perché dobbiamo ricordare che tutto ciò che diciamo, tutte le discussioni con chi la pensa diversamente da noi, persino gli errori che commettiamo, sono possibili grazie al fatto che siamo in democrazia, che si basa sulla libertà, un regalo donatoci col sangue dai nostri antenati  solo settant’anni fa, non secoli! Un dono che dobbiamo preservare a tutti i costi, e per farlo bisogna anche sacrificarsi un po’. Non dimentichiamocelo mai.

Francesco Capano