Ravenna in pellegrinaggio: Fosse Ardeatine e Altare della Patria

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19 giugno 2018, pubblicato da

Si è svolta nei giorni scorsi la Gita – Pellegrinaggio al Sacrario delle Fosse Ardeatine, all’ Altare della Patria e al Sacello del Milite Ignoto, di una nutrita rappresentanza delle sezioni ravennati di tre associazioni (Anmig, Associazione Nazionale Famiglie Caduti e Dispersi in Guerra e Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra).

Il Sacrario delle Fosse Ardeatine è uno dei luoghi simbolo della Resistenza, divenuto tristemente famoso per l’eccidio dei 335 prigionieri da parte delle truppe di occupazione tedesca. Come noto, il 23 marzo 1 944, in una azione di guerra a Roma, in via Rasella, un gruppo di partigiani uccideva 33 soldati tedeschi e ne feriva 38. Pronta la risposta tedesca: per ogni soldato ucciso sarebbero stati eliminati dieci italiani. Furono 335 le vittime, scelte a caso, tra le quali diversi prigionieri politici – tradotti dal carcere di Via Tasso – numerosi ebrei e diversi civili.

L’iniziativa del viaggio a Roma, particolarmente significativa per la presenza congiunta delle tre Associazioni consorelle che hanno fra i propri aderenti quanti hanno sofferto per le ferite profonde su di sé e sui loro cari, si inserisce nel contesto delle attività che tali sodalizi , uniti dalla condivisione degli stessi valori e ideali, intendono proseguire negli anni, allo scopo di tenere viva la memoria del sacrificio dei propri aderenti e di quanti non sono più. L’anno scorso le tre Associazioni si sono recate a Redipuglia presso il sacrario militare.

Alle Fosse Ardeatine si è svolta una commovente cerimonia per rendere omaggio alla memoria delle vittime brutalmente trucidate: il musicista prof. Michele Carnevali, con la sua ocarina trovata nel secolo scorso sul Carso, ha intonato il “ Silenzio ” e “ l’Inno di Mameli” , simbolo di unità fra connazionali e tra le nazioni, un tempo divise e in guerra fra loro. La visita alle fosse è proseguita con l’eccellente guida della dr.ssa Laura Scoccia che ha saputo trasmettere ai partecipanti la verità storica e la tragicità degli eventi nella loro assurda quanto incomprensibile successione.

Il gruppo si è poi diretto alla Basilica di San Paolo Fuori le Mura e, successivamente, al Monumentale Altare della Patria e al Sacello del Milite Ignoto.

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