MEMORIE DENTRO LA MEMORIA

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1 marzo 2019, pubblicato da

MEMORIE DENTRO LA MEMORIA: Giornata della Memoria a San Donà di Piave con gli studenti del Liceo E. Montale – 28 gennaio 2019

“Memorie dentro la Memoria” è stato il motivo conduttore che ha caratterizzato una mattinata di conoscenza ed emozioni e che ha coinvolto circa seicento alunni del Liceo Classico e Liceo linguistico E. Montale di San Donà di Piave.

Abbiamo accolto con piacere la richiesta arrivataci dagli studenti dell’Istituto per contribuire con il nostro intervento, le nostre memorie e i ricordi dei nostri padri a dare significato e celebrare “il giorno della Memoria 2019”.

L’introduzione del Prof. Ugo Pavan Della Torre con una prolusione sul tema –  Prigionieri, resistenti e civili – ha inquadrato il periodo storico preso in esame. Il relatore ha evidenziato che celebrare il giorno della Memoria significa certamente focalizzare l’attenzione sui campi di concentramento e sulla Shoah, ma ci sono tante memorie in questa memoria soprattutto per quanto attiene l’esperienza italiana della seconda guerra mondiale.

Ci sono delle date che ci possono aiutare a ricordare e fissare alcuni punti per meglio collocare fatti e avvenimenti.

Accompagnando la riflessione con il supporto di alcuni titoli e immagini tratte dalla letteratura e dalla saggistica del periodo ha ricordato agli studenti che l’8 settembre del 1943 risulta una data utile per riprendere il filo di queste memorie; la data non deve essere intesa come la fine della guerra; è la fine di una guerra che apre un’altra guerra: la guerra di liberazione che divide l’Italia in due parti e l’inizio di un momento storico drammatico per il nostro Paese. Da qui partono le molte memorie che compongono il mosaico della nostra memoria: memorie di lotta partigiana; memorie di battaglie militari, memorie di deportazione politica e di lavoro coatto; memorie di deportazione, imprigionamento e distruzione di migliaia di ebrei. E accanto agli ebrei ricorda che persero la vita militari e lavoratori italiani, costretti a scegliere fra una esistenza tremenda e un regime liberticida.

Interessante la capacità del relatore di collocare e presentare il ruolo dei superstiti e dei reduci. Al ruolo dei singoli fin da subito si affianca il ruolo delle Associazioni quali ANMIG e ANC, nate rispettivamente durante e dopo la prima guerra mondiale ma che a seguito della seconda guerra mondiale assumono un significato di rilevanza nel contesto della ricostruzione del paese.

Soffermandosi sul ruolo della nostra Associazione ha introdotto le successive testimonianze fatte dai familiari di Mutilati e Invalidi di Guerra già soci della nostra Sezione.

Nel preparare l’incontro e non avendo a disposizione testimoni diretti abbiamo scelto le testimonianze di familiari di soci che avevano vissuto l’esperienza della prigionia in particolare nei campi di concentramento della Germania.

Con voce rotta dall’emozione Chiara Frasson, nipote dell’Invalido Ugo Ervas, ha condiviso con gli studenti di quella che fu la sua scuola i ricordi che aveva raccolto dal nonno; è stato un intervento ricco di particolari e di episodi ma denso anche di considerazioni.  Il nonno fu prigioniero nel campo di Fustenberg e di quella esperienza portò a casa alcuni piccoli pezzi significativi come la targhetta che la nonna custodì sempre gelosamente. Piace ricordare la particolare emozione che ha suscitato quando ha raccontato della visita che fece con il nonno e alcuni familiari al campo di concentramento in Germania dove il nonno fu internato. Nell’incontrare un cittadino tedesco che si rivolse al nonno con un gesto di dispiacere e di scusa il nonno rispose con un gesto altrettanto significativo: “ciò che fu è il passato, ora viviamo in pace”.

Livia Giusto, figlia dell’Invalido Vittorio deportato nel 1943 allo Stalag III°D Lager di Berechnung, racconta di aver conosciuto suo padre a 5 anni; lei nacque infatti nel 1940 quando il padre era al servizio militare e lo poté vedere solo nel 45 dopo che fece rientro dalla Germania in modo avventuroso come molti altri reduci dalla prigionia.

Ricorda alcuni episodi che il padre le raccontò in seguito e si sofferma anche sul ruolo che ebbe l’Anmig nell’aiutare il reinserimento del padre nella vita lavorativa e il supporto avuto anche dalla famiglia.

Wally Perissinotto, figlia dell’Invalido Luigi, ha parlato agli studenti della prigionia subita dal padre in Africa trovandosi lui e il fratello in Etiopia prima della Guerra, in quanto avevano percorso la via della ricerca di un lavoro nelle cosiddette “terre dell’impero”. Nel momento della sconfitta subirono le sorti dei tanti soldati che si trovarono a combattere in terra d’Africa.

Nel chiudere gli interventi Wally ha lasciato un messaggio forte agli studenti invitandoli ad affrontare la vita con coraggio, a non avere paura delle sconfitte e a nutrirsi di bellezza!

E’ stata una giornata intensa ed importante che ci ha fortemente coinvolto nella preparazione dell’evento; per Livia, Chiara, Wally e la sottoscritta, preparare la giornata ha significato cercare, scegliere, discernere e comprendere il ruolo che ha avuto l’Associazione e che ha ora, rafforzandoci nella convinzione che dobbiamo operare per onorare la memoria e usare la stessa come strumento di formazione e di educazione alla  civile convivenza.

 

Luisella Bellinaso, Presidente Sezione ANMIG San Donà di Piave