L’ANMIG DI MACERATA A MODENA

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15 Febbraio 2017, pubblicato da

Sabato 21 GENNAIO 2017 alcuni componenti del Direttivo e alcuni soci dell’ ANMIG di Macerata insieme ai soci del Centro studi Carlo Balelli hanno trascorso una giornata particolarmente interessante a Modena in visita alla Mostra “OBIETTIVO SUL FRONTE – Carlo Balelli fotografo nella Grande Guerra” ospitata nella prestigiosa sede dell’Accademia Militare. All’arrivo, sono stati accolti dal Presidente dell’ANMIG di Modena Adriano Zavatti.  Gentilissimo padrone di casa che ci ha accompagnato nella visita alla città illustrandocene la storia. Passando dalla via Emilia ci siamo trovati davanti al bellissimo Duomo e alla Torre Ghirlandina che insieme a piazza Grande nel 1997 sono stati dichiarati Patrimonio dell’Umanità. Dietro al Duomo alle spalle della statua di Giovanni Muratori si trova la lapide delle vittime dell’atrocità del nazifascismo. La costruzione della splendida Cattedrale ha avuto inizio nel 1099 ed è uno dei massimi capolavori del romanico europeo. A piazza Roma si trova invece il Palazzo ducale sede dell’Accademia. Il palazzo ha ospitato per più di due secoli la Corte Estense. Salendo il maestoso scalone si accede al loggiato che conduce all’appartamento privato oggi sede del Museo storico dell’Accademia e all’appartamento di Stato. Ambienti di straordinaria bellezza come il Salone delle feste e il settecentesco Salottino d’oro, dove si ritiene che il duca Francesco IV abbia firmato la condanna a morte di Ciro Menotti, patriota che guidò i moti insurrezionali del 1831. E’ in questa straordinaria cornice che visitiamo la mostra con Emanuela Balelli, figlia del fotografo morto nel 1981. L’illustrazione della mostra da parte della figlia di Balelli ha creato una forte partecipazione emotiva. Emanuela ha ricordato la generazione di fotografi della sua famiglia e i racconti del padre sull’arte della fotografia. In quelle immagini si trova la fatica di scalare le montagne innevate, le trincee, il sacerdote che benedice prima della battaglia, donne e bambini nelle retrovie, i tanti paesaggi alpini delle valli del Piave e l’Isonzo e “i brandelli di muro”. Sono questi, e molti altri, i soggetti delle 240 immagini scattate durante gli anni della Prima guerra mondiale dal fotografo e militare maceratese Carlo Balelli che all’epoca, ventenne, realizzò partecipando al conflitto. Le immagini sono di alta qualità, grazie alla maestria di Balelli nel fare risaltare nelle forme un bianco e nero bellissimo e molto innovativo per l’epoca. La prima guerra mondiale è, dal punto di vista mediatico, il primo conflitto che potremmo dire, seguito con i “moderni” mezzi del giornalismo. Dopo la visita alla Mostra, accompagnati dal luogotenente Maresciallo Prosciatti, abbiamo visitato il Museo della prima Guerra Mondiale. Il maresciallo ci ha raccontato anche particolari sui detti che provengono da quel periodo, inoltre ci è stata illustrata una breve storia dell’Accademia militare di Modena. Il più antico istituto di formazione militare al mondo, perché trae direttamente origine dall’Accademia militare di Savoia fondata l’1º gennaio del 1678 Tra, i più illustri ex-frequentatori dell’Accademia trova trentuno ministri, 6 presidenti del consiglio, trentuno senatori del Regno e tre senatori della Repubblica e un deputato. Tra i nomi più conosciuti ricordati nella “Galleria della memoria”: Vittorio Emanuele III e Umberto II di Savoia Re d’Italia, Edmondo de Amicis, Francesco Baracca, Augusto Salimbeni, Giovanni Agnelli, Armando Diaz, Luigi Cadorna e Pietro Badoglio. Il percorso prosegue poi attraverso le splendide Sale per giungere al bellissimo  Tempo della Gloria dedicato ai caduti italiani di tutte le guerre. Da qui si giunge poi alle Sale Storiche:  il Salone delle Feste, la Sala dello Stringa, la Sala del Trono e l’incredibile Salottino d’Oro.

 

Daniela Meschini