LA SEZIONE DI MACERATA: I CAPPELLANI MILITARI D’ITALIA NELLA GRANDE GUERRA

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11 ottobre 2017, pubblicato da

Interessantissimo momento di approfondimento quello offerto dalla Sezione ANMIG di Macerata in collaborazione  con la Curia Vescovile, Università di Macerata, l’Associazione Vittime Civili e il Comitato d’Intesa Associazioni d’Arma di Macerata. Una sala gremita con la gradita presenza del Prefetto, del Maggiore Ingrosso Comandate della Compagnia dei Carabinieri e altre autorità  militari, insieme a diverse Associazioni come il Centro Studi Maceratesi con il suo Presidente Alberto Meriggi, l’Istituto storico del Risorgimento con il Presidente Tenente Colonello Carmelo Capuano, con la sig.ra Sandra Vecchione Presidente dell’Associazione Vittime Civili.

Gilda Coacci, Presidente della sezione ANMIG di Macerata apre i lavori ringraziando i presenti, tra cui molti giovani, e tutti coloro che hanno collaborato alla realizzazione di questa iniziativa. La parola passa poi al Rettore dell’Università di Macerata, prof. Francesco Adornato e quindi al prof. Angelo Ventrone, docente di Storia Contemporanea, che approfondisce evidenziando diverse letture sulla presenza dei sacerdoti nei reggimenti della prima Guerra Mondiale come ad esempio” le Case del Soldato, gestite proprio dai cappellani militari a cui era affidata, nell’assenza di un intervento diretto dello Stato fino a Caporetto, buona parte dell’assistenza morale e materiale dei soldati al Fronte.” Spiega ancora il prof. Ventrone come i cappellani militari siano stati fondamentali come collante sociale tra i militari che facevano parte di un esercito frammentato da appartenenze regionali e da dialetti diversissimi e spesso incomprensibili l’uno all’altro. Novizi, chierici, conversi, seminaristi, sacerdoti, padri e appartenenti ai diversi ordini religiosi, tutti caddero sotto la chiamata delle armi. Anzi la maggior parte di loro (circa 10.000 su 28.000) fu inserita a pieno titolo nei reparti combattenti senza distinzione di sorta dagli altri soldati. Il libro presentato presenta la missione e l’opera di alcuni Cappellani Militari – 210 per la precisione – attraverso le relazioni-testimonianze inviate al Vescovo di Campo mons. Angelo Bartolomasi al termine della Grande Guerra, è un atto di amore e un’opportunità di omaggio. Martiri e testimoni di una carità senza confini: 3 Medaglie d’Oro; 137 Medaglie d’Argento; 299 Medaglie di Bronzo; 94 Croci al V.M. Un atto di fraterna solidarietà ricordare l’impegno, per tutto l’arco della guerra, dei 2048 Cappellani (e dei circa 500 Aiuto-Cappellani). Il nostro Vescovo ha poi sottolineato come il Ricordo deve diventare Memoria e infine Mons. Santo Marcianò ha ricordato quello scritto nella prefazione al libro «È il cuore umano che vale la pena di amare e di educare sempre, anche nel buio disumanizzante della guerra, perché possa ritrovare la propria umanità con la luce e l’amore di Dio. Dobbiamo dire grazie all’autore del libro per averlo ricordato, rammentando che i Cappellani Militari, come tutti i sacerdoti, sono stati e sono preti per questo!».

Daniela Meschini

 

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