La seduta inaugurale del XXXIV Congresso Nazionale ANMIG

apertura congresso 133

15 maggio 2019, pubblicato da

XXXIV CONGRESSO NAZIONALE ANMIG

MONTESILVANO 11 – 13 MAGGIO 2019

Seduta inaugurale dell’ 11 maggio 2019

L’Inno nazionale apre i lavori del XXXIV Congresso dell’Associazione Nazionale fra Mutilati ed Invalidi di Guerra, un canto partecipato che unisce i moltissimi delegati riuniti in Montesilvano.

Si dà lettura del bel messaggio augurale inviato dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella (allegato n.1) e, dopo i saluti al Presidente Nazionale Onorario Bernardo Traversaro impossibilitato a partecipare all’evento, il Cav. Di Gr. Croce dott. Michele Montagano legge la “Preghiera del Mutilato”.

Sono presenti il Capitano di Fregata Giuseppe Barretta, il Tenente della Guardia di Finanza Andrea Altieri ed il Comandante Provinciale dei Carabinieri Col. Marco Riscaldati e Rita Fantacuzzi delegato della regione Abruzzo per l’Associazione Combattenti e reduci.

Gli interventi si aprono con il benvenuto in terra d’Abruzzo “terra che talvolta trema, ha tremato troppo e tanti danni ancora oggi sono insanati” del Presidente regionale Anmig Gen. Carlo Palumbo che alleghiamo integralmente (allegato n. 2).

Un momento di profonda commozione unisce gli animi nel saluto ai soci storici presenti al tavolo di presidenza di questo Congresso: i Presidenti Nazionali Onorari Giorgio Pancaldi, Giuseppe Pagnoni e Michele Montagano e la staffetta partigiana Maria Airaudo.

Il Generale B. dei Carabinieri Carlo Cerrina porta il saluto dell’Arma, un saluto informato da profonda gratitudine per un’Associazione che mantiene alta l’idea del dovere nei confronti dello Stato.

“È un bel Congresso, lo si vede già da questo inizio” esordisce il Presidente Nazionale Claudio Betti dando avvio alla lettura della propria Relazione Morale (qui la versione integrale).

Segue un breve ringraziamento del Vice Presidente della sezione di Torino Michele Manzitti per il saluto rivolto al Presidente Regionale per il Piemonte Vittorio Robusto assente per problemi legati alla salute della gentile consorte, “Io sono nella tua tasca” gli ha detto il Presidente Robusto salutandolo in occasione della partenza per Montesilvano, e Manzitti, interpretando indubbiamente la volontà del socio storico, ricorda il grande lavoro che la sezione di Torino sta portando avanti per giungere alla realizzazione del monumento “Mai più guerre” su progetto del prof. Stefano Drago e per il quale è stata fondata anche una Onlus. Felice che la Fondazione gli abbia permesso di entrare a far parte dell’ANMIG, Manzitti esprime i propri personali complimenti all’operato del Presidente Betti.

L’Avv. Giuseppe Castronovo, Presidente Nazionale dell’Associazione Vittime Civili di Guerra, porta la forte testimonianza di chi, bambino, perse la vista a causa di una bomba giocattolo, una bomba fabbricata espressamente per colpire i più piccoli, gli innocenti. Egli, consapevole del fatto che le due Associazioni (ANMIG e ANVCG) sostengono e promuovono valori altissimi, ringrazia il Presidente Betti per l’eccellente guida della Confederazione fra le Associazioni Combattentistiche e Partigiane della quale egli stesso è Vicepresidente Nazionale. Castronovo viene da una famiglia colpita reiteratamente dalla guerra e ciò lo rende ancor più saldo nel custodire e onorare la memoria dei padri perché fondamentale luce di insegnamento per il futuro. È essenzialmente per questo motivo che l’Associazione da lui presieduta ha creato la figura del “promotore di Pace”.

“La guerra è un atto indegno, siamo forniti di ragione e questa basterebbe da sola a regolare qualsiasi controversia” afferma. Nell’assurdità del rincorrere il possesso di armi atomiche da parte degli Stati mondiali, è come se si ignorassero i trentadue milioni di vittime civili dell’ultimo conflitto mondiale. Stesso stupore si prova se ci si sofferma a pensare che le guerre in corso nel nostro pianeta sono ben cinquantadue. Castronovo è convinto che ci voglia una cultura nuova, basata sul dialogo, perché pensare solo al proprio mero interesse è cosa terribile.

“La Pace figlia della ragione e la solidarietà figlia del cuore. Questo deve guidarci!”, i settanta anni di pace in Europa, sottolinea Castronovo, sono un primato storico e ci devono portare all’inalienabile valore del rispetto per l’uomo. Augurandosi di poter continuare a sostenere insieme valori altissimi, il Presidente delle Vittime Civili di Guerra ha concluso augurando ai Congressisti che questa XXXIV assise “vi faccia forti della luce della Pace e della solidarietà”.

L’Associazione Nazionale Famiglie Caduti e Dispersi in Guerra ed il suo Presidente Nazionale dott. Di Giannantonio, intervengono tramite la prof. Annamaria D’Angelo. L’Associazione da lei rappresentata nacque nello stesso anno dell’ANMIG e anche tramite le Associazioni Combattentistiche il ‘900 ha molto da insegnare; gli episodi nostalgici che si stanno susseguendo negli ultimi anni rinsaldano nella consapevolezza d’avere una funzione imprescindibile rispetto alla trasmissione della memoria, di ciò che realmente è stato.

“Noi europei abbiamo un debito con il mondo intero – continua la prof. D’Angelo – perché per colpa nostra, in due occasioni, lotte europee hanno finito per coinvolgere l’intero pianeta”.

Dunque l’intervento si chiude con l’auspicio che la collaborazione tra l’ANMIG e l’ANFCDG possa diventare sempre più forte e che ci si possa far sentire in maniera energica presso le Istituzioni.

La fraterna comunanza tra Associazione Nazionale Reduci dalla Prigionia e ANMIG è testimoniata anche dalla figura del dott. Montagano Presidente Nazionale Vicario della prima e Onorario della seconda Associazione, afferma il prof. Nicola Mattoscio, nipote del secondo più Grande Invalido della Prima Guerra Mondiale, aprendo il proprio discorso.

Egli, consapevole delle difficili sfide che il futuro riserva, pone l’attenzione sui settant’anni di Pace che l’Europa ha saputo mantenere. Non va dimenticato che la più grande ricchezza (e lo dice anche da docente universitario di Economia) è proprio la Pace. Soffermandosi sulla questione degli Internati Militari (gli ex IMI), la definisce una pagina buia della storia tanto che la comunità internazionale sta cercando di colmare le lacune in merito. Anche in Italia permangono regioni in cui si è poco documentati sugli ex IMI, e tra queste lo stesso Abruzzo, terra in cui si è molto combattuto e dove i tedeschi sperimentarono l’orrore della “terra bruciata” (eccidi, roghi e distruzione di interi paesi e comunità), dove i combattenti che si ribellarono fecero fatica a farsi riconoscere dagli alleati, dove nasce la Brigata Maiella (Medaglia d’Oro della Repubblica e informata dalla lungimirante idea di una Resistenza legata ad un’Europa unita).

Il prof. Mattoscio auspica che le Associazioni Combattentistiche e Partigiane continuino ad essere unite e possano intervenire in maniera corale nell’europeismo democratico.

Anche Lorenzo Marconi, presidente regionale per le Marche dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, si sofferma sul tanto che unisce le due Associazioni consorelle: Pace, Memoria, difesa della Democrazia e difesa della Costituzione, mirabile frutto di enormi sacrifici.

“Quando parlo con i partigiani – afferma Marconi – mi dicono: questo non è il Paese per il quale abbiamo combattuto” si sta perdendo di vista il profondo senso del rispetto della persona umana, del dovere della solidarietà, del dovere dell’accoglienza. Dunque si augura che questo sia un buon Congresso e che la Confederazione si unisca maggiormente per assumere un peso nella società civile.

Egli sa bene come gli invalidi di guerra e le loro famiglie abbiano dovuto sopportare sia il peso dell’invalidità sia l’insensibilità della società rispetto a queste, è sempre necessario difendere i diritti dunque.

Le ultime Associazioni a portare il loro saluto sono l’Associazione dei Partigiani Cristiani e l’Associazione Nazionale Famiglie Italiane Martiri riunite nella persona di Aladino Lombardi, per giunta figlio di Grande Invalido di guerra.

Egli, commosso nel trovarsi a rappresentare due diverse Associazioni e nel ricordare la cara Presidente Nazionale ANFIM Rosina Stame recentemente scomparsa, si sente di ringraziare Gerardo Agostini per aver aperto l’ANMIG ai giovani della Fondazione. Una così articolata appartenenza non può fare di Aladino Lombardi che un fautore dei valori di unità e fratellanza. Egli, sensibile al messaggio di Papa Francesco, si augura che ci si allontani dall’indifferenza.

Ricordato il grande contributo delle donne alla Resistenza come anche quello dei religiosi (uno tra tutti Don Morosini che salvò tanti bimbi) chiude il proprio indirizzo di saluto con uno sguardo alla nostra Costituzione, gioiello dal quale ha preso spunto la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. “Quanto sangue, quanto dolore per arrivare a questa Costituzione!” disse Pietro Calamandrei.

L’ultimo intervento è di Mario Marsili Presidente della Sezione Versilia Nord: “nel Comune di Stazzema, in località Sant’Anna, è avvenuto uno dei più grossi eccidi dell’ultima Guerra, 560 vittime di cui 150 bambini, io sono uno dei bambini superstiti dell’eccidio grazie all’eroismo di mia madre, l’unico superstite che ha sentito l’atrocità del lanciafiamme tedesco con forti ustioni. Sono qui per fare una proposta in considerazione del fatto che a Sant’Anna di Stazzema, dopo moltissimi anni, abbiamo il Parco Nazionale della Pace, chiedo alle Consorelle di tutta la Nazione, qui presenti, di organizzare gite sociali anche coinvolgendo i ragazzi delle scuole delle vostre città perché la nostra Associazione porta avanti le parole: Pace, non più guerre e memoria storica. Io, come superstite, sarò sempre a disposizione sia per la mia testimonianza, finché avrò vita, sia da cicerone nel parco stesso. Viva la Pace, la Democrazia e la Libertà”.

Il Presidente Nazionale Betti, dato appuntamento alle ore 15.30 per l’inizio del dibattito congressuale, chiude la mattinata inaugurale di questo XXXIV Congresso Nazionale ANMIG.