La recente attività della sezione di Macerta

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14 Febbraio 2020, pubblicato da

LORO PICENO

L’Anmig ha festeggiato i cento anni della sua nascita a Loro Piceno con una cerimonia organizzata dal Consigliere Giorgio Menchi, alla presenza della Sindaco Ilenia Catalini e del Maresciallo dei Carabinieri. È stata deposta una corona d’alloro al monumento ai caduti del paese. Dopo un saluto e un ricordo della storia dell’Associazione da parte della Presidente Gilda Coacci sono stati consegnati gli attestati di benemerenza e le medaglie d’oro ai figli degli invalidi deceduti: Cesare Menchi  – Sante Martorelli  – Pietro Verdicchio. Medaglia di Bronzo dell’Associazione a Pacifico Menchi, Gildo Ferretti e Dario Rossi. La Sindaco ha ricordato il valore della memoria e ha ringraziato l’Associazione che svolge il ruolo di testimone di quanto la libertà e la pace siano valori fondamentali. Dopo la cerimonia i soci e i loro familiari hanno fatto visita al Museo delle due guerre Mondiali, accompagnati dal curatore Luca Cimarosa. Non poteva mancare la visita all’Antica cucina del Castello di Brunforte, un piccolo tesoro ben curato e prezioso.

 

NUOVO VIAGGIO DELLA MEMORIA DELLA SEZIONE DI MACERATA

“Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì,(…), col pensiero, perché lì è nata la nostra Costituzione.” (Calamandrei), è con questo pensiero che la sezione di Macerata ha organizzato il “ Viaggio della Memoria” nei luoghi di chi ha dato la vita per la nostra libertà. Prima tappa a Parma per riempirsi gli occhi di bellezza e portare un omaggio a un maceratese: F.Corridoni. Giovane sindacalista rivoluzionario, volontario nella Grande Guerra. Caduto nella Trincea delle Frasche dove il suo corpo non venne mai ritrovato. E’ stato associato inopportunamente al Fascismo, in realtà fu Mussolini ad usare la sua figura di eroe.

Il viaggio prosegue per Campegine “Casa dei Fratelli Cervi”. Tanta l’emozione per questi contadini rivoluzionari, per quella mamma morta di crepacuore e per il grande Alcide Cervi. Abbiamo deposto la corona d’alloro sulla tomba dei Cervi incontrando anche il Sindaco di Campegine, abbiamo inoltre consegnato alla casa Museo la medaglia di bronzo per i 100 anni dell’ANMIG.

Non poteva mancare poi la visita a Fossoli. Durante la seconda guerra mondiale la frazione di Fossoli fu il luogo di un campo di transito, dal quale numerosi detenuti furono deportati verso i campi di sterminio e che ora è utilizzato come memoriale e come museo della 2ª guerra mondiale.  E proprio a Fossoli è passato anche Primo Levi. Sosta successiva a Carpi, città decorata al valor militare per la guerra di Liberazione, insignita della Medaglia d’argento al valor militare per i sacrifici delle sue popolazioni  e per la sua attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale e della Medaglia d’oro al valor civile per il sostegno dato dai cittadini alle persone internate al campo di Fossoli per alleviare le pene e consentirne la fuga.  Il Comune di Carpi ha allestito il Museo del Deportato come memoriale della deportazione ed organizza regolarmente numerose manifestazioni in memoria dell’olocausto. Il percorso museale caratterizzato da graffiti e dipinti di Picasso, Guttuso, Cagli, Léger è segnato dalle frasi dei tanti deportati non solo italiani.

In una è scritto “Questi giorni sono come gli ultimi giorni di vita di un grosso mostro che vuol fare più vittime possibile. Se vivrete, tocca a voi rifare questa povera Italia (Giordano, Italia). A noi aspetta il compito di fare memoria e difendere la nostra Costituzione nata dal sangue versato per la Libertà. (DM)

50 ANNI DALLA STRAGE DI “PIAZZA FONTANA”: CONVEGNO ANMIG CON I MAGISTRATI DELL’INCHIESTA

In occasione della pubblicazione dei volumi su “L’Italia delle stragi” a cura di Angelo Ventrone e “L’Italia occulta” di Giuliano Turone,  il 3 dicembre nell’Auditorium Banca Marche, si è svolto un interessante e coinvolgente convegno promosso dall’ANMIG di Macerata e da UNIMC Dipartimento di Scienze politiche, della Comunicazione e delle Relazioni Internazionali.

La Presidente dell’ANMIG Sezione di Macerata Gilda Coacci ha salutato i presenti: le autorità militari, il Prefetto di Macerata Iolanda Rolli e il Sindaco Romano Carancini. Ha poi introdotto i relatori sottolineando come l’ANMIG non ha mai mancato di partecipare alla vita sociale del paese, adoperandosi per la conservazione della memoria attraverso molte iniziative sino ad oggi dedicate  principalmente ai temi delle due guerre mondiali, ma con la consapevolezza che il ruolo dell’associazione deve oggi aprirsi a nuove sfide e misurarsi con temi più ampi e incisivi sulla società civile, come appunto quello delle stragi. Confrontarsi con il passato, soprattutto per i giovani che molto spesso non conoscono le vicende della storia più recente, è un compito fondamentale, per aprirsi ad un futuro più consapevole e soprattutto per non dimenticare.

La parola passa ad Angelo Ventrone. Il Professore ricorda, al folto pubblico intervenuto, la data del 12 dicembre 1969. 50 anni dalla bomba nella filiale della Banca Nazionale dell’Agricoltura di Piazza Fontana, in centro a Milano. Questa data inaugura la torbida stagione delle stragi che si chiuderà dieci anni dopo con il boato micidiale del 2 agosto 1980 alla stazione di Bologna.

È l’Italia delle trame imbastite da gruppi neofascisti, da depistaggi, coperture, tentativi di golpe, interventi di agenzie italiane e straniere, con collusioni anche mafiose. È il periodo, ricorda il professore, della “strategia della tensione” e nell’immaginario della gente rimane un periodo fosco, di cui non si conoscono esecutori, mandanti e strategie.

La verità non è questa. In realtà le inchieste della magistratura si sono spinte molto più avanti. E che sia proprio così lo si percepisce subito dall’intervento del Dott. Pietro Calogero che ha svolto indagini sulla strage neofascista di Piazza Fontana, sul tentato golpe Borghese, per finire con l’uccisione di due carabinieri a Peteano per mano del neofascista Vinciguerra militante di Ordine Nuovo. È con l’inchiesta di Peteano che si scoprono collusioni tra magistrati, vertici dei carabinieri, potere politico e agenzie internazionali, impedendo per dieci anni la scoperta della verità di una strategia che aveva come scopo di destabilizzare il paese e di provocare l’involuzione autoritaria in chiave anticomunista (DM).