“Il sangue della Nazione”, incontro all’Anmig di Macerata

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31 Ottobre 2017, pubblicato da

L’ANMIG  sezione di Macerata  in collaborazione con L’Università di Macerata, dipartimento di Scienze Politiche e delle Relazioni Internazionali, Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra, con il Patrocinio del Comune di Macerata e il Comitato d’Intesa Ass.ni d’Arma di Macerata ha  promosso, in occasione dei 100 anni dalla nascita dell’Associazione, un interessante incontro: “ IL SANGUE DELLA NAZIONE. Le vittime militari della Grande Guerra; feriti, mutilati, autolesionisti, prigionieri, disertori, folli…” La sala della  Biblioteca Comunale piena per ascoltare le ricerche storiche della prof.ssa Barbara Bracco Università di Milano – Bicocca: “Distruzione e ricostruzione del corpo: i feriti e i mutilati della Grande Guerra”, della dott.ssa Anna Grillini Istituto Storico Germanico DHI di Roma “ Il corpo conteso, l’autolesionismo nell’esercito italiano 1915 – 1918” e del dott. Jacopo Lorenzini dell’ Istituto Italiano per gli studi Storici “Colpevoli fino a prova contraria: gli ufficiali italiani di ritorno dalla prigionia” con l’efficace introduzione del prof. Angelo Ventrone. Dopo i saluti del Magnifico Rettore Prof. Francesco Adornato e i saluti del Presidente Provinciale ANMIG, Gilda Coacci,  la parola è passata ai relatori. E’ stato sottolineato come con la sua straordinaria forza evocativa, la figura del mutilato esemplifichi il passaggio di un’ epoca. Durante e dopo la Grande guerra i soldati italiani invalidi divennero l’emblema assoluto della “patria ferita”: confermarono la forza devastante di un evento che esaltò il corpo menomato come simbolo del sacrificio. Medici e chirurghi, letterati e uomini di cultura, leader politici, pittori e scrittori delle avanguardie futuriste, istituzioni statali e associazioni di ex combattenti furono tutti impegnati a fare del corpo offeso del fante-contadino il centro di un vero e proprio culto nazionale. Gli ex combattenti menomati sono stati anche al centro di una campagna mediatica di portata micidiale che ha, per la sua parte, contribuito all’avvento del fascismo. La potenza della propaganda è riuscita a fare di invalidi, ciechi, storpi il simbolo rigeneratore della patria offesa e ferita. Pensiamo al nostro territorio dove viene costruito il Palazzo del Mutilato o al cambio del nome per Montolmo diventata, per volere di Mussolini Corridonia in onore di F. Corridoni che in realtà non era affatto benvoluto e benvisto dallo stesso Mussolini che della retorica della guerra e del sacrificio per la Patria ha costruito la sua ascesa al potere. Nelle statistiche ufficiali, circa 450mila corpi gravemente lesi eppure vivi. Illustra  la prof.ssa Bracco : la «catastrofe del corpo», il «trauma anatomico», la «cesura fisica tra un prima e un dopo» e «la Grande Guerra come apocalisse della modernità».

 Di Daniela Meschini