Il centenario della sezione di Rovigo

Foto centenario Rovigo

16 gennaio 2019, pubblicato da

Celebrazione  del  centenario  della  sezione  di  Rovigo

festa per i coniugi Galdino Bovolenta e Marta Pavani

 

Si  è celebrato  il  centenario  della  sezione  Anmig  di  Rovigo, nata  il  29  settembre  1918.

Il presidente Giorgio Fantato, dopo  aver  salutato  il  presidente  nazionale  prof. Claudio  Betti, le  autorità  e  vari  presidenti  del  Veneto,  ha festeggiato Galdino Bovolenta, ferito in  territorio  croato  e  socio  storico  con  i  suoi  96  anni, accompagnato  dalla  moglie  Marta  Pavani,  consegnando loro, insieme con  Claudio  Betti, la  medaglia  del  centenario Anmig.

La  medaglia  coniata  per  i  festeggiamenti, opera  di  Chiara  de  Chiara,  mostra  come  la  grande  guerra  mise  in  crisi  i  ruoli  tradizionali  maschili  e  femminili   nell’equilibrio  sociale  di  quel  tempo, e  nell’ incisione  è dato  risalto  sia  alle  donne  subentrate  nei  luoghi  di  lavoro  agli  uomini  destinati  al  fronte, sia  alla  sofferenza  comune  e  alla fraternità  fra  commilitoni,  che  cementarono  così  il  senso  di  appartenenza  alla  nazione.

L’eroismo  del  soldato  sta  nel  provare  compassione  e  affetto  nonostante  gli  orrori  della  guerra. E  l’eroicità è anche  delle  donne  e  dei  figli  che  reagiscono  dando  con  il  loro  lavoro  un  sostegno  fondamentale  ai cari  al  fronte.

L’intervento  del  presidente  provinciale  ha  sottolineato  quanti  soldati  tornarono dal  fronte  con  ferite,  o malattie  polmonari, per  questo  anche  la  sezione  di  Rovigo  si costituì come punto di riferimento per tutti  quelli  che  tornavano  dal  fronte  e come aiuto  per  trovare  una  nuova  sistemazione  nel  campo  lavorativo,  la  parola  del  presidente  nazionale che con  dati  e  racconti  precisi  della  prima  e  della  seconda  guerra  mondiale  ha  catturato  l’attenzione  dell’ assemblea, sottolineando  quanto  il  sacrificio  delle  giovani  vittime  ed il  grande  numero  di  mutilati  e  invalidi  abbiano  suscitato  nella  società  del  tempo  l’esigenza  solidale  di  far  nascere  un’istituzione  che sapesse  prendersi  cura  delle  necessità dei  reduci  e  delle  famiglie  duramente provate.

Esigenza  fondamentale  e  irrinunciabile  per  l’Anmig  rimane  comunque l’obietivo  morale  e  civile  di  tramandare  alle  generazioni  future  una  memoria  che  diventi  strumento del  bene  che  scaturisce  dalla  pace  tra  i  popoli  perché non  vada  mai  dimenticato  e  rimanga  nelle  radici  e  come  fondamento  di  una  società  che  sappia  vivere  con  riconoscenza  il  sacrificio  dei  suoi  soldati,  capaci  di  costruire  ponti  di  solidarietà  e  fratellanza  fra  tutti  gli  uomini.

Coinvolgente  anche  l’intervento  del  prof.  Leonardo  Raito,  esperto  storico, che  ha  completato  l’ analisi  di  una  popolazione  povera  e  contadina  obbligatoriamente  coinvolta  nelle  guerre  mondiali,  profondamente  segnata  e   poi  trasformata  dal  cambiamento  postbellico.

Anche  il  socio  Paolo Celin  ha  commosso  i  presenti  con  la  presentazione  del  libro  “eroi  dimenticati “  dedicato  alle  vicende del  padre  Beniamino.

I  canti   di  guerra  magistralmente  interpretati  dal  coro  Monte  Pasubio  hanno chiuso la  celebrazione  tra  i  partecipanti  visibilmente  commossi  e  grati  ai  propri  genitori  e  a  tutti  coloro  che  si  sono  sacrificati  per  una  pace  che  va  difesa  e  salvaguardata  per  l’umanità intera.

 

Di Giorgio Fantato