25 Aprile – Festa della Liberazione a Torre del Greco

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7 maggio 2019, pubblicato da

Nella sezione ANMIG di Torre del Greco (NA), il 25 Aprile scorso, si è tenuto un interessante e seguito convegno sulla Festa della Liberazione inteso a preservare e difendere il patrimonio ideale che i giovani del “25 Aprile” ci affidarono nella certezza che non sarebbe andato disperso.

A 74 anni di distanza della fine del ciclo resistenziale, lo spirito che animò i resistenti non ha perduto lo smalto che conferisce valore storico ai fatti di guerra e fissa per sempre il loro posto nella storia d’Italia.

La resistenza non è un libro bianco sulle cui pagine ciascuno può scrivere quanto crede giusto. E’ un libro offerto alla meditazione di quanti ambiscono alla conoscenza della storia nella sua complessità.

Gli ideali perseguiti dai giovani della Resistenza, comuni a tutti gli uomini civili, noi li abbiamo riversati, in forma scritta, nei nostri Statuti Sociali ai quali ci rifacciamo nella nostra quotidiana azione di difesa della memoria storica e di coltivazione dei sentimenti più nobili legati al destino degli uomini civili.

Il nostro compito non è quello di fare la storia. Esso compete agli studiosi che con mente libera da pregiudizi politici, forniti della conoscenza dei fatti, si adoperano per dare agli stessi il significato che la loro grandezza esige. E’ lavoro improbo, ma è l’unico che può dare risultati appaganti per tutti.

La Resistenza è un boccone troppo ghiotto per non attrarre le mire dei movimenti politici che hanno tentato, e ancora non smettono, di impadronirsene senza condividerne gli ideali.

Noi quegli ideali li abbiamo messi al centro della nostra meditazione, dando loro una forma ed un significato che acquistano valore nella misura in cui diventano patrimonio di tutti gli italiani. Lavoriamo per accelerare questo processo, avendo presente la nobiltà dei sentimenti che sostennero lo sforzo per la ricostruzione della nostra democrazia, la quale, rinata a nuova vita, offrì a tutti gli italiani il prezioso dono della Costituzione, il documento che regola la vita politica del popolo italiano. Non pochi degli uomini politici che contribuirono alla stesura del documento cardine della vita politica avevano militato nelle fila della Resistenza. Il loro contributo risultò molto valido per dare al documento l’impronta moderna e dinamica che vi si ritrova.

La loro presenza si giovò del prezioso apporto dei prestigiosi rappresentanti della nostra cultura, della filosofia e della scienza che offrirono un contributo determinante ai fini da conseguire. I quali fini vennero conseguiti brillantemente e consegnarono all’Italia un documento che il trascorrere degli anni ha confermato degno di reggere le sorti politiche di un popolo che trovò in se stesso la forza di riedificare l’Italia distrutta dalla guerra e portarla a livelli prestigiosi di sviluppo e di industrializzazione tale da farne un paese invidiabile.

La documentazione degli eventi che la distinsero non sta nelle carte conservate negli archivi, ma nella presenza attiva dei protagonisti decisi a ridare alla loro patria lo spessore civile e morale che la sua storia rivendica e che distingue nel consesso dei popoli civili.

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